di ROBERTO ZANNI
Non si tratta solo di una questione di principio, ma di legalità. E ora dopo aver subito le decisioni a senso unico del sindaco di Chicago Lori Lightfoot, il Joint Civic Committee of Italian Americans ha già messo in atto un piano per il ritorno delle statue di Cristoforo Colombo che furono rimosse due anni fa, nottetempo, dai parchi Grant e Arrigo durante le proteste che incendiarono gli Stati Uniti dopo la morte di George Floyd. Il comitato presieduto da Ron Onesti ha già fatto sapere, ufficialmente, che si stanno mettendo assieme gli ultimi particolari al fine di far tornare le statue entro il prossimo Columbus Day, che cadrà il 10 ottobre, ma soprattutto è stato anche realizzato un piano di protezione i cui costi dovranno ricadere sulla città di Chicago, vale a dire i contribuenti.
Onesti ha aggiunto che il programma di protezione è stato ideato da una società di sicurezza di caratura nazionale e che prevede diversi livelli di tutela che vanno da telecamere, rilevatori di movimenti, guardie 24 ore su 24 e rivestimenti in plexiglass, ma anche speciali sulle stessa superficie delle statue, in modo da facilitare, in caso di necessità, la pulizia. Già perchè Cristoforo Colombo, vale a dire le sue statue, negli States ne ha viste e subite di tutti i colori, a cominciare dalla vernice lanciata, generalmente rossa, poi ancora teste (quelle del navigatore) mozzate e addirittura, a Baltimore, anche un monumento gettato nelle acque del porto. E solo per ricordare alcune delle azioni più eclatanti dei vandali.
Ora da Chicago parte un nuovo modo di ‘vedere’ le statue raffiguranti Colombo: sono suggerite anche barriere per tenere lontano il pubblico oltre a un’opera di educazione dello stesso attraverso l’installazione di targhe che raccontino la storia dei nativi americani. “Crediamo davvero che uno dei motivi per cui tutto ciò sia successo, e continui a succedere – ha aggiunto Onesti – sia a causa delle incomprensioni e menzogne che sono state raccontate”. Ma quando costerà tutto ciò? Onesti non ha parlato di cifre, ma ha ribadito che si tratta di una spesa a carico della città di Chicago. “È una misura protettiva di una proprietà della città e dei Park District, quindi è compito del dipartimento di polizia proteggere questi beni, ma se il sindaco dirà che c’è bisogno di un coinvolgimento del settore privato, beh ci divertiremo a guardarlo…”.
Una sfida? Come l’accetterà Lori Lightfoot che raramente ha avuto un po’ di riguardo per la comunità italoamericana? Le premesse non sono entusiasmanti: non c’è dialogo mentre il mayor continua a pressare i giudici affinchè venga dismessa la querela intentata da Join Civic Committee contro la città. Allora? “Si potrebbe arrivare a una ingiunzione del tribunale – ha affermato convinto Onesti – noi abbiamo aspettato un anno per intraprendere un’azione legale dopo che le statue erano state rimosse temporaneamente. “Noi rivogliamo le nostre statue entro il 10 ottobre”. A Chicago, che si trova in balia della violenza e di una amministrazione che non riesce a risolvere i problemi, era stato creato anche un ‘comitato consultivo’ per oltre 500 statue e monumenti per identificare quelli ‘offensivi e problematici’ e la raccomandazione finale per Colombo era stata negativa. Stranamente la Lightfoot aveva dichiarato, più o meno ufficialmente, che non credeva “nella cancellazione della storia” e ultimamente aveva anche assicurato la restituzione dei due monumenti perchè “so che Colombo è una figura incredibilmente importante per molti, non ultima la comunità italoamericana”. Se ne ricorderà entro il 10 ottobre?