di Matteo Forciniti

È stato un pomeriggio italiano quello vissuto sabato al Mumi, il Museo de las Migraciones di Montevideo. Presentando la cultura e la gastronomia, diverse associazioni italouruguaiane hanno aderito all'appello lanciato dal museo che ha offerto i suoi spazi alla collettività all'interno di una serie di attività previste per il mese delle migrazioni.

"Oggi è stata una giornata importante nonostante il fatto che la partecipazione del pubblico non sia stata molto alta a causa della partita dell'Argentina ai Mondiali che sapevamo che ci avrebbe penalizzato" ha affermato in conclusione dell'evento Renato Palermo, neo presidente dell'Associazione Calabrese e incaricato dal museo di coordinare i diversi gruppi italiani. "In ogni caso l'elemento più significativo di questa iniziativa è stato l'intercambio tra le diverse associazioni, cosa che ci mancava da un po' di tempo e che si è rilevato molto utile". "Oltre a questo" -ha proseguito l'ex consigliere del Cgie- "ci apre una prospettiva interessante per lavorare insieme al museo dato che ci sono già diversi progetti in discussione tra cui una serie di gemellaggi con dei musei italiani".

Oltre alla Calabrese, tante altre sono state le associazioni che hanno partecipato: Aercu (Associazione Emigrati Regione Campania in Uruguay), Figli della Toscana, Famèe Furlane, Marchigiani, Satrianese San Rocco, Società Italiana di San José, Centro Laziale, Garibaldina, Cavu (Comitato delle Associazioni Venete in Uruguay), Ente Friulano Efasce, Circolo Trentino e Circolo Italiano di Maldonado.

Come hanno raccontato gli organizzatori del Mumi la stretta collaborazione con la collettività italiana è iniziata lo scorso anno in occasione della mostra "Oltre i confini, experiencias migrantes italianas". "Da allora siamo rimasti in contatto e abbiamo proposto di fare qualcos'altro con un'attività aperta al pubblico per la diffusione della cultura e delle tradizioni, un obiettivo questo fondamentale per noi che volevamo continuare su questa linea anche dopo la Fiesta de las Migraciones che si è svolta nello scorso fine settimana. Gli italiani sono stati grandi protagonisti del processo fondativo della nostra città, un passato che qui al museo ricordiamo sempre dato che ospitiamo una parte della muraglia storica della città" ha dichiarato Claudia Pintos.

Uno degli stand più grandi è stato quello della Famèe Furlane di Montevideo che ha portato al museo la mostra su Pier Paolo Pasolini recentemente omaggiato in occasione del centenario della sua nascita. Oltre all'intellettuale friulano, la Famèe ha portato in mostra anche pregiati mosaici e ceramiche per promuovere le eccellenze regionali. Nel periodo dei Mondiali non poteva mancare ovviamente il calcio che è stato presente con l'esibizione della terza maglia dell'Udinese dedicata Fogolârs furlans presenti nel mondo tra cui compare anche Montevideo. "Attività come queste" -ha osservato Mariela Stombellini- "sono molto utili perché ci consentono di uscire dagli ambienti tradizionali della collettività e ci offrono grande visibilità. Il nostro obiettivo è quello di diffondere la cultura friulana e italiana in Uruguay. Chiudersi non serve a niente, per crescere dobbiamo diffondere le nostre iniziative all'interno della società uruguaiana".

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