di Matteo Forciniti

Quando Donatella Paolozzi arrivò un anno fa in Uruguay una delle prime cose che fece fu quella di cercare il modo di continuare a tifare per l'Inter nonostante la distanza. Di fronte all'incredulità di non trovare nessun club decise allora di rimboccarsi le maniche andando alla ricerca di altri tifosi nerazzurri nel paese di Recoba e Sosa, nel paese che -come scrisse Jorge Valdano in uno dei suoi libri- altro non è che un grande campo di calcio che dovrebbe avere le porte alle frontiere.

Oggi, un anno dopo, quelle ricerche hanno portato i frutti sperati con la nascita dell'Inter Club Uruguay ribattezzato in omaggio ad Álvaro Recoba. 

"Il nostro scopo è quello di condividere una passione e unirci alla grande famiglia dell'Inter con tutti i suoi club nel mondo" racconta Donatella Paolozzi, pensionata anconetana attualmente studentessa di letteratura, ricordando i primi passi di questa avventura. "All'inizio ho avuto la fortuna di conoscere Luca Molina e suo figlio Gunnar ideatori del canale Youtube Latam Nerazzurra con cui abbiamo iniziato a esplorare la possibilità di fondare un club a Montevideo. In seguito, per mia sorpresa, siamo riusciti a coinvolgere qualcun altro e così, con una quindicina di soci, abbiamo deciso di partire. Per adesso siamo presenti virtualmente con una pagina Facebook e il nostro gruppo su WhatsApp ma l'idea è quella di crescere, vogliamo raggiungere il più alto numero di persone perché abbiamo notato che l'Inter qui gode di un bacino potenziale enorme".

Sono oltre 22mila i soci organizzati in più di 150 Inter Club ufficiali nel mondo, in coordinamento diretto con la società Inter, in 70 paesi dei 5 continenti, con un ritmo di crescita dell'11% fuori dall'Italia nell'anno passato. Associandosi al club, ogni socio riceve un kit di benvenuto con gadget e prodotti ufficiali Inter e la possibilità di partecipare attivamente alla vita associativa.

Il gruppo si propone di riunire i tifosi a vedere le partite in modo abbastanza semplice in una casa oppure in un bar anche se il fuso orario talvolta può essere una difficoltà al momento di decidere il da farsi. "È vero" -riconosce la responsabile- "gli orari a volte possono essere complicati ma per fortuna oggi abbiamo a disposizione lo streaming e le sintesi da poter visualizzare velocemente, il tutto è molto più facile. Noi siamo appena partiti, siamo pochi ma abbiamo tanto entusiasmo e voglia di crescere, organizzeremo cene e altre attività per raccogliere altri soci".

Il suo amore per il calcio, ricorda Donatella, è iniziato da bambina in famiglia per poi proseguire in età adulta da Ancona fino a Montevideo: "Il calcio è una di quelle cose che ti prende e non puoi spiegare il perché. In Uruguay ho trovato l'ambiente perfetto dato che stiamo parlando del país futbolero per eccellenza dove si respira una passione incredibile. Grazie all'Inter qui siamo riusciti a creare un bel gruppo, a costruire un legame che va al di là del calcio e questa è una cosa importante da sottolineare".

Il mese scorso l'Inter Club uruguayo ha fatto il suo esordio ufficiale con una cena tra i soci a cui ha partecipato anche "el Chino" Recoba in una serata ricca di aneddoti ed emozioni: "Intitolare il club a lui ci sembrava una cosa naturale essendo stato l'uruguaiano più importante della storia recente, chi ha avuto la fortuna di vederlo giocare non lo dimentica. Abbiamo trovato una persona gentile e disponibile". 

Nella storia dell'Inter però non c'è solo Recoba, tanti altri altri giocatori uruguagi sono passati da Milano a partire dai pionieri Héctor Scarone ed Ernesto Mascheroni negli anni trenta fino a Ruben Sosa negli anni novanta e, più recentemente, Diego Godin, Matías Vecino e il giovane Martín Satriano, attualmente in prestito all'Empoli.  

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