di Gero Giglio

 

 A volte la definizione di “ultimi” si tinge di colori inaspettati. Questa volta, gli ultimi sono 80 gatti, dimenticati e destinati a un abbandono mortale, in un carcere argentino, in tutte le gradazioni naturali del loro soffice pelo.

Questa triste storia comincia il 20 dicembre quando viene ufficialmente chiusa l’unità penale n. 2, situata a Entre Rios, in Argentina. Con il trasferimento dei detenuti non si è tenuto conto di una nutrita colonia di gatti che vivevano a stretto contatto con loro con loro. Trovando rifugio e cibo dagli scarti dei detenuti, sono diventati una presenza stabile e lieta in un luogo difficile come una prigione. Il problema è che, con lo sfratto dall’isola e il successivo abbattimento della struttura, questi 80 gatti oggi rischiano di morire di stenti.

A prendersi cura delle bestiole dopo l’abbandono della struttura è un gruppo di volontari che hanno stimato che servono 42 mila pesos al mese – circa 250 euro – solo per il reperimento del cibo. Bisognerà però intervenire urgentemente, con una ben più costosa campagna di sterilizzazione.

“Per ora abbiamo coperto i costi per il mese di gennaio, ma non sappiamo ancora cosa accadrà a febbraio, quando anche le guardie carcerarie se ne andranno e la struttura diventerà inaccessibile”, commenta la volontaria Ivana Martínez. al quotidiano argentino Perfil.

Ma il Comune di  Gualeguaychú, la città argentina che detiene la proprietà dell’edificio, non sembra intenzionata a farsi carico della situazione. Una luce di speranza arriva dal direttore del carcere che, avendo anche lui vissuto a stretto contatto con la colonia felina per molto tempo,  si sta spendendo in prima persona per trovare al più presto un posto dove trasferire la colonia. Una storia che, forse, potrà avere un lieto fine come ogni bella storia meriterebbe.

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