Lula (foto: Depositphotos)

"È l'ora di dire basta all'embargo a Cuba, dopo 60 anni non c'è più necessità": lo ha detto il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, durante una conferenza stampa a Buenos Aires, dove è arrivato per partecipare al vertice della Comunità degli Stati latinoamericani e dei Caraibi (Celac) e si è riunito con il suo omologo argentino, Alberto Fernandez.

"Cuba non vuole copiare il modello brasiliano e neppure il modello americano: vuole un modello proprio, e chi ha diritto di opporsi a ciò?", ha aggiunto il presidente brasiliano, secondo il quale "i Paesi Celac (Comunità degli Stati latinoamericani e dei Caraibi, ndr) hanno il dovere di trattare nazioni come Venezuela e Cuba con molto affetto, e se possiamo aiutarli a risolvere i loro problemi interni dobbiamo farlo", ha aggiunto Lula.

Lula ha anche confermato che "il Brasile ristabilirà le relazioni diplomatiche con il Venezuela".

"Io ho imparato dall'esperienza che ci sono maggiori probabilità di risolvere i problemi dialogando che non dialogando e questo è il caso anche del Venezuela", ha aggiunto giustificando in questo senso la sua decisione iniziale di riunirsi con Maduro, per un incontro che poi è stato annullato.  Per spiegare la sua posizione sul Venezuela, il presidente brasiliano ha detto che "in questo mio nuovo mandato, io vorrei essere un costruttore di pace" e "usare soprattutto l'arma del dialogo".  Però per quanto riguarda la situazione venezuelana, ha proseguito, "voglio osservare che molte persone esigono comprensione da parte di Maduro, ma dimenticano che per quel Paese è stata fatta una cosa abominevole in termini di democrazia".

E questo è stato, ha ancora detto, "riconoscere un tipo che non era presidente, (Juan) Guaidò, che ha esercitato per molti mesi le mansioni di presidente, senza essere presidente. Perfino le riserve di oro depositate in una banca britannica, a questo tipo è stata data la garanzia di quel denaro".  E allora, ha aggiunto, "mi domando, chi sta sbagliando? Io penso che con molta tranquillità bisogna permettere che l'autodeterminazione dei popoli sia rispettata in qualsiasi paese. E nello stesso modo in cui io sono contro l'occupazione territoriale russa dell'Ucraina, sono contro l'ingerenza nella situazione venezuelana". Il problema del Venezuela, ha concluso, "si risolverà con il
dialogo e non con le sanzioni economiche".

Da parte sua, Fernandez ha detto che il suo incontro con Lula è stato una riunione "meravigliosa" che darà vita a "una relazione strategica molto più profonda che durerà per decenni". "Abbiamo parlato prima di tutto dell'integrazione dei nostri paesi, poi di potenziare il Mercosur, e poi di approfittare la riunione di domani per favorire l'integrazione regionale", ha affermato il presiente argentino, che ha confermato che nella
riunione si è "parlato della possibilità che il gas di Vaca Muerta arrivi al Brasile e che l'elettricità del Brasile arrivi in Argentina", un punto che è stato incluso nel memorandum su integrazione economica e commerciale firmato al margine della riunione tra i ministri delle Finanze brasiliano ed argentino, Fernando Haddad e Sergio Massa.

Interrogato sulla situazione politica in Argentina, Lula ha detto: ""Non so se Alberto Fernandez si candiderà di nuovo, ma mi auguro che l'Argentina non permetta all'estrema destra di governare". Premettendo di "non avere l'abitudine di esprimere giudizi sulla politica di altri Paesi", il presidente brasiliano ha sottolineato che "l'estrema destra non ha funzionato in nessuna parte del mondo".  "Mi auguro che l'Argentina non viva un disastro politico-elettorale" come quello vissuto in Brasile con il governo di Jair Bolsonaro, ha concluso.

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