di LUCIO FERO

Guardate il video disponibile, anzi gentilmente offerto in rete dai The Borderline. No, non il video di quando vanno a cento all’ora (stima provvisoria di velocità) a centrare la portiera di una Smart e a chiudere, stop, fine, la vita di un bambino. No, quel video non c’è (temiamo molto se ci fosse qualcuno, più d’uno, lo renderebbe disponibile e in rete verrebbe golosamente gustato). Guardate il video disponibile, quello standard e promo di se stessi dei The Bordeline, quello di prima di quello che loro forse definirebbero il “gran botto” di Casal Palocco. Se guardate bene non vedrete il Maligno annidato nei social e neanche un debordare di adolescenza illusa di immortalità e onnipotenza. Se guardate bene non vedrete l’eventuale ingordigia a far soldi via web, non vedrete l’intrecciarsi di un disagio sociale con una carestia culturale. Se guardate bene non potrete non vedere in primissima e grandissima evidenza l’elemento prevalente del video e cioè la prevalenza del cretino.

Toni, intonazioni, eloquio, movenze del protagonista del video sono senza se e senza ma quelli del cretino. Cretino archetipo e cretino incarnato. Video di presentazione, promozione e diffusione del cretino e dell’essere gioiosamente e orgogliosamente tale. Guardate bene il video, quello di ogni giorno dei The Borderline e vedrete un promo di una delle forze che muovono il mondo degli umani: la prevalenza del cretino appunto. E che ci siano nel caso in specie centinaia di migliaia di follower non contesta ma conferma la diffusa prevalenza, la prevalente prevalenza del cretino.

Il movente - Il movente dell’omicidio stradale in quel di Casal Palocco a Roma, il piede che preme l’acceleratore del Super Suv forse a cento e forse più, la libido del pavoneggiarsi coatto nel Super Suv, sono tutti lì, nella prevalenza del cretino. Cretineria cui si concede veste di lusso declinando il concetto di narcisismo. Solo la cretineria può muovere a restare lì per ore dopo “il botto” a filmare in stato di beatitudine cretina le auto sfondate. Non l’assassino che torna sul luogo del delitto ma il cretino che ci resta. La prevalenza del cretino come movete e non come attenuate, prevalenza confermata e attestata (se vero quanto si legge su La Repubblica) dal manifestarsi dell’habitat culturale e civile dei parenti e affini dei Theborderline. Avrebbero detto, più o meno, “solo una bravata, è stata solo una bravata”. Di fronte alla così possente forza dell’unione e fusione tra cretineria ed etica, rigida, dell’irresponsabilità, dinanzi alla potenza ad accrescimento esponenziale della prevalenza del cretino fertilizzata dalla religione incivile del non avrai altro prossimo che te stesso (e il tuo clan), c’è da sperare non abbiano detto e pensato davvero il “solo una bravata”. Poi riguardi il video del prima del “botto” e capisci che questa speranza non si vede dove sia chiodo cui appenderla.