Per il governo argentino il presunto scandalo di corruzione che coinvolgerebbe anche Karina Milei - segretaria generale della Presidenza e sorella del capo dello Stato Javier - è parte di una "manovra orchestrata" per "destabilizzare" l'esecutivo e "influenzare maliziosamente il processo elettorale" in corso.

Lo ha detto il portavoce presidenziale Manuel Adorni su X, commentando la diffusione di nuove registrazioni attribuite a Karina Milei che suggerirebbero un sistema di corruzione legato alle forniture pubbliche.

"Se i file risultassero autentici, saremmo di fronte a uno scandalo senza precedenti" in cui "un alto funzionario dello Stato è spiato dentro la Casa Rosada", ha aggiunto.
Il caso è esploso la scorsa settimana, quando la stampa ha diffuso le prime registrazioni dell'ex direttore dell'Agenzia nazionale per i disabili (Andis), Diego Spagnuolo. Nelle conversazioni, captate a sua insaputa, l'ex funzionario afferma che esponenti di governo - inclusa Karina Milei - avrebbero riscosso percentuali su contratti milionari per l'acquisto di medicinali.
La magistratura ha già aperto un'inchiesta, disposto perquisizioni e sequestrato i telefoni dei principali sospettati. Per il governo, tuttavia, il rischio maggiore oltre a quello giudiziario riguarda, a breve termine, l'impatto politico, considerati i due imminenti appuntamenti elettorali: le legislative provinciali del 7 settembre e le elezioni nazionali di medio termine del 10 ottobre.