Il Venezuela chiude il 2025 con oltre mille prigionieri politici, nonostante le scarcerazioni annunciate dal governo.
A denunciarlo è l'Ong Justicia, Encuentro y Perdón -Jep (Giustizia, Incontro e Perdono, in italiano), secondo cui le liberazioni avvenute nel corso dell'anno sono state caratterizzate da opacità e discrezionalità.
Lo riportano i principali media venezuelani indipendenti precisando che, nonostante le liberazioni, il numero complessivo dei detenuti per motivi politici non si è ridotto in modo proporzionale: attualmente la Jep registra infatti 1.041 persone private della libertà mentre nel corso dell'attività di monitoraggio sono emersi anche 28 casi finora sconosciuti, un dato che, secondo l'Ong, conferma come la crisi dei diritti umani nel Paese sia "dinamica" e più estesa di quanto indicato dalle statistiche ufficiali.
Nel dettaglio, risultano ancora detenuti 877 uomini e 164 donne. Il quadro umanitario viene definito "desolante": solo due dei 91 prigionieri politici affetti da gravi patologie hanno beneficiato di misure alternative alla detenzione, mentre restano incarcerati due adolescenti, 31 anziani, 42 cittadini stranieri e 49 persone con doppia nazionalità.
La Jep segnala inoltre che le scarcerazioni hanno riguardato quasi esclusivamente detenuti legati al contesto post-elettorale, lasciando in secondo piano persone imprigionate da anni. La persistente mancanza di trasparenza, conclude l'organizzazione, ha alimentato un clima di incertezza e sofferenza psicologica per le famiglie, aggravato da recenti denunce di punizioni arbitrarie e di isolamento.











