Al momento nessuna ipotesi di reato e nessun indagato per l'incendio al disco bar Constellation di Crans-Montana.

Lo spiega Beatrice Pilloud, procuratrice generale del Cantone Vallese, in una intervista alla televisione svizzera Rts, confermando la presenza di una uscita di sicurezza nel locale.

I proprietari del Costel, i francesi Jacques e Jessica Moretti, "sono stati sentiti come persone informati sui fatti e nei loro confronti non ci possono essere misure coercitive perché attualmente sono considerate innocenti ", spiega la procuratrice. "Se si arrivasse a una perizia che ci indica chiaramente che una persona o più persone hanno commesso errori - aggiunge - le imputazioni andrebbero da omicidio per negligenza a incendio per negligenza". Per il magistrato inquirente "nel bar c'era un'uscita di sicurezza e questo è qualcosa che posso confermare".

"Tra tutte le ipotesi che abbiamo esaminato - prosegue la procuratrice Pilloud - quella più probabile è che una candela messa su una bottiglia di champagne abbia bruciato il soffitto del bar e successivamente causato l'incendio nell'intero locale". "Senza una perizia degli esperti - aggiunge - al momento non abbiamo elementi che ci permettano di dire che la schiuma fono assorbente posta sul soffitto del bar fosse un elemento che non doveva essere lì".

Sono ora 14 e non più 13 i feriti italiani nell'incendio del Constellation a Crans-Montana, mentre rimangono sei i dispersi. Il dato è stato riferito oggi dall'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado. Il bilancio complessivo della tragedia aggiornato dalla autorità elvetiche stamane è di 121 feriti, di cui 5 non identificati e di 40 deceduti di cui 4 identificati e già restituiti alle famiglie. "Le procedure di identificazione andranno avanti e si concluderanno in gran parte tra oggi e domani, mentre l'identificazione di alcune vittime richiederà più tempo", ha precisato il diplomatico.

Tajani: 'Le famiglie chiedono notizie, mi contattino direttamente. Identificati sei corpi, non sono italiani'

"Le famiglie chiedono di avere notizie più velocemente possibile e noi abbiamo dato la disponibilità massima ai nostri concittadini, ho detto loro di chiamarmi direttamente, ho lasciato loro il mio numero di portatile, perché possano avere informazioni dirette anche da me". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo aver incontrato circa 30 italiani, familiari delle persone coinvolte nell'incendio del Constellation.
"Il consolato e l'ambasciata continueranno a lavorare, abbiamo rinforzato l'unità operativa", ha aggiunto, spiegando inoltre che un funzionario dell'Unità di crisi della Farnesina è sul posto mentre personale diplomatico è presente nelle varie città svizzere dove si trovano i feriti. "La polizia svizzera ha già identificato sei cadaveri, ma non sono di cittadini italiani. Oggi ha convocato le famiglie delle persone disperse o ferite per dare ulteriori comunicazioni. Quindi è probabile che già oggi ci sia l'identificazione di altre persone decedute nella tragedia della notte di Capodanno. Nel caso di vittime siamo pronti a organizzare un volo di stato con un C130. Però adesso aspettiamo di avere conferme di eventuali vittime italiane, cosa da non escludere'.

Svizzeri i primi quattro morti identificati

Sono ragazzi svizzeri i primi quattro identificati tra le vittime dell'incendio del Constellation. Lo ha comunicato la polizia cantonale del Vallese. Si tratta di due ragazze di 21 e 16 anni e di due ragazzi di 18 e 16 anni. I loro corpi - viene precisato - sono già stati restituiti alle famiglie.

Bertolaso: 'A Crans-Montana la stessa situazione di quando festeggiavamo negli sgabuzzini'

"Oggi non è più accettabile che, come eravamo giovani, si festeggiava negli sgabuzzini, non si conoscevano le strutture di sicurezza. Ora non è concepibile, quello che abbiamo visto è stato allucinante. In un istante il soffitto è andato a fuoco, Lì i ragazzi non dovevano esserci, abbiamo perso 40 ragazzini a Crans-Montana". A dirlo l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parlando a Rtl102.5. "Sono romano - aggiunge - e lo dico in romanesco: 'bisogna stare in campana' e quello che è successo 'mi fa impazzire'". "Abbiano trasferito finora sette dei nostri ragazzi al Niguarda. Ora ne abbiamo in arrivo ancora due, se saranno trasportabili e ne abbiamo altri quattro che sono i più gravi, i più critici e entro la giornata decideremo quale procedura seguire. Alcuni non sono riconoscibili".

Crans-Montana, rintracciato l'italiano che era nell'elenco dei dispersi

È stato rintracciato e non è più tra i dispersi di Crans-Montana Giuliano Biasini, 49 anni, originario di Piedimonte San Germano (Frosinone). L'uomo figurava nell'elenco degli italiani inizialmente dati per dispersi dopo il rogo scoppiato nella notte di Capodanno ma sta bene e non si trovava nel locale al momento dell'incendio. Biasini, direttore di sala, la notte del 31 dicembre era infatti al lavoro in un altro locale della zona, poco distante dal "Constellation", teatro della tragedia. Subito dopo il rogo non si avevano sue notizie il suo nome era stato inserito tra i dispersi ufficiali. In un primo momento si era anche ipotizzato che potesse trovarsi tra le persone gravemente ustionate ricoverate in ospedale. A confermarlo questa mattina è stato il fratello Cristian. "La mattina del primo gennaio Giuliano ci ha chiamato, come fa sempre. Ci ha raccontato della notte d'inferno a Crans Montana".

Secondo quanto ricostruito, l'elenco sarebbe stato compilato nelle ore immediatamente successive all'incendio, includendo i cittadini italiani presenti in zona.