La Guida suprema iraniana Ali Khamenei attacca Donald Trump, accusandolo di essere responsabile delle morti in Iran durante le proteste degli ultimi giorni. "Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole per le vittime, i danni e le calunnie da lui rivolte alla nazione iraniana", ha detto l'ayatollah in occasione della festività islamica dell'Eid al-Mab'ath, secondo quanto riporta il suo profilo su X.
Trump era incline a ordinare un attacco contro l'Iran martedì e aveva chiesto al Pentagono di prepararsi.
Gli ufficiali americani sono andati a dormire aspettandosi di ricevere l'ordine finale e colpire mercoledì. Ma l'ordine - riporta il Wall Street Journal - non è mai arrivato: alle prese con punti di vista alternativi e divergenti all'interno dell'amministrazione sulla certezza della caduta del regime, Trump ha rinunciato al raid complice anche la mancanza di asset militari adeguati nell'area e il pressing di Israele e dei paesi arabi. A pesare anche il timore che un attacco avrebbe potuto prolungare il conflitto.
Intanto gli agenti di sicurezza iraniani stanno visitando case e aziende per identificare i manifestanti e facendo pressione affinché vengano consegnate loro le schede di memoria delle telecamere di sorveglianza degli edifici. Lo scrive Iran International. Secondo il media d'opposizione basato a Londra un residente di Isfahan ha riferito che gli agenti hanno visitato il suo negozio e le attività commerciali vicine, facendo pressione su di loro affinché consegnassero i filmati delle telecamere di sorveglianza.
Segnalazioni simili sono arrivate anche da Teheran e da altre città circa pressioni per consegnare i filmati delle telecamere di sorveglianza di edifici residenziali.
Gli agenti di sicurezza hanno anche istituito posti di blocco nelle aree pubbliche, perquisendo telefoni cellulari e veicoli. Secondo queste segnalazioni, i cittadini trovati con immagini delle proteste sui loro telefoni sono stati arrestati.
Secondo attivisti iraniani specializzati in diritti digitali, l'Iran sta pianificando di abbandonare definitivamente l'internet globale, consentendo la connessione online solo a individui controllati dal regime. Lo scrive il Guardian. "È in corso un piano confidenziale per trasformare l'accesso a internet internazionale in un 'privilegio governativo'", secondo un rapporto di Filterwatch, un'organizzazione che monitora la censura di internet in Iran, che cita diverse fonti iraniane.
"I media statali e i portavoce del governo hanno già segnalato che si tratta di un cambiamento permanente, avvertendo che l'accesso illimitato non tornerà dopo il 2026". Secondo il piano, gli iraniani in possesso di autorizzazione di sicurezza o che hanno superato i controlli governativi avrebbero accesso a una versione filtrata dell'internet globale, ha affermato Amir Rashidi, leader di Filterwatch. Tutti gli altri iraniani avrebbero accesso solo all'internet nazionale: un internet domestico e parallelo, isolato dal resto del mondo. Il blocco di Internet in corso in Iran è iniziato l'8 gennaio, dopo 12 giorni di crescenti proteste anti-regime. E' uno dei più gravi blocchi di Internet della storia, più a lungo del blocco della rete realizzato in Egitto nel 2011 durante le proteste di piazza Tahrir. Un portavoce del governo ieri avrebbe dichiarato ai media iraniani che la rete internazionale rimarrà bloccata almeno fino al Nowruz, il capodanno persiano, che di solito cade attorno al 20 marzo.
In lingua farsi il messaggio nell'account X del Dipartimento di Stato Usa: "Abbiamo ricevuto notizie secondo cui la Repubblica Islamica starebbe preparando opzioni per colpire le basi americane. Come ha ripetutamente sottolineato il presidente Trump, tutte le opzioni restano sul tavolo e, se il regime della Repubblica Islamica attaccasse le risorse americane, la Repubblica Islamica 'si troverebbe ad affrontare una forza molto, molto potente'. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: non scherzate con il presidente Trump".















