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La limitazione delle esportazioni, per affrontare la crescente carenza di cibo, decisa dall’Ucraina riguarda direttamente l’Italia che ha importato dal paese invaso dalla Russia ben 570 milioni di euro di prodotti agroalimentari nel 2021 e riguarda soprattutto l’olio di girasole per un valore di circa 260 milioni di euro, il mais destinato all’alimentazione degli animali per oltre 140 milioni e il grano tenero per la panificazione per circa 30 milioni.

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sugli effetti della sospensione delle esportazioni decisa dall’Ucraina per “carne, segale, avena, grano saraceno, zucchero, miglio e sale” mentre quelle di grano, mais, pollame, uova e olio saranno consentite attraverso licenze per l’esportazione solo con il permesso del ministero dell’Economia per garantire le scorte interne.

L’olio di girasole viene impiegato dall’industria alimentare per la produzione di conserve, salse, maionese, condimenti spalmabili, oltre che per le fritture, mentre il grano serve alla panificazione e il mais all’industria mangimistica per garantire le forniture alimentari agli animali negli allevamenti. In particolare l’Ucraina è il secondo fornitore di mais dell’Italia con una quota importante di poco superiore al 20% del fabbisogno.