È stato a un passo dal diventare il presidente del Consiglio, “sponsorizzato” in prima persona da Sergio Mattarella. Poi, alla fine, l’ha spuntata Giuseppe Conte grazie all’asse M5S-Lega. Ma lui, l'ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli è sempre attento a quanto gira intorno all’economia. E le sue parole, rilasciate nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, lamentano non pochi dubbi sull’operato del governo gialloverde. Anzi, la sua sua sembra essere una bocciatura vera e propria.

Nel corso della conversazione con il quotidiano milanese, ha avvertito che mantenere le promesse del governo arriverà a costare 75 miliardi e il solo aumento dello spread costerà per gli interessi sul debito "5 miliardi nel 2019 mentre la spesa è già salita di un miliardo quest'anno". "La flat tax costerebbe da sola 50 miliardi. Le misure per superare la Fornero circa 8 miliardi, il reddito di cittadinanza altri 17 miliardi. In tutto parliamo di circa 75 miliardi di euro", ha spiegato. Cottarelli ha spiegato che per far scendere lo spread "ci vorrebbe una chiara riduzione del deficit e del debito rispetto al 2018" e "se la congiuntura internazionale non sarà più favorevole si rischia di superare i 500 punti".

"In particolare, il debito in rapporto al Pil andrebbe ridotto di 3 punti percentuali all'anno", ha insistito, "ma siamo ancora lontani da questo risultato. E perciò restiamo esposti a qualsiasi scossone esterno". "E' vero che ci sono componenti esterne, come la crisi turca", ha osservato, "ma l'aumento dello spread è anche la conseguenza delle dichiarazioni di questo governo e di questa maggioranza, che hanno promesso tantissimo". Cottarelli ha bocciato Flat tax, reddito di cittadinanza e legge Fornero perché, ha spiegato, "purtroppo non ce le possiamo permettere e dunque io non ne farei nessuna".

 

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