La sonda Parker della Nasa si prepara al suo primo appuntamento con il Sole: il 31 ottobre è iniziata la manovra di avvicinamento che ieri, 5 novembre, l'ha portata a 39 milioni di chilometri dalla stella. A quella distanza, alla quale il Sole appare sei volte più grande di quanto appaia dalla Terra, la sonda comincerà a raccogliere i primi dati che invierà in dicembre.

Si tratta del primo incontro ravvicinato dal momento del lancio, avvenuto il 12 agosto 2018, ma il viaggio è ancora lungo: l’obiettivo è avvicinarsi a poco più di 6 milioni di chilometri dal Sole nel 2024. Pochi giorni prima Parker ha battuto il record di avvicinamento al Sole di un veicolo, arrivando alla distanza di 42 milioni di chilometri: il record precedente era della sonda tedesco-americana Helios 2, che nell'aprile 1976 si era spinta fino a 43,4 milioni di chilometri dalla stella.

Una volta arrivata nella parte più esterna dell'atmosfera solare, ovvero la corona, dove incontrerà temperature incredibili di 1371 gradi, la sonda della Nasa scatterà le immagini del Sole più ravvicinate di sempre e tenterà di rispondere a domande che i ricercatori si pongono da più di 60 anni: ad esempio come mai l’atmosfera della stella è molto più calda della sua superficie, o da dove deriva l’enorme accelerazione del vento solare.

Parker, delle dimensioni di un’utilitaria, raggiungerà una velocità di circa 629.000 chilometri orari, cioè abbastanza per fare Washington D.C.-Tokyo in meno di un minuto. I suoi strumenti inoltre, protetti da uno scudo termico di carbonio spesso circa 11 centimetri, permetteranno di comprendere meglio anche le tempeste magnetiche, una minaccia per astronauti in orbita, satelliti, linee elettriche e comunicazioni radio.

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