Che cos'è la National Education Association, la NEA? Un sindacato, il più grande negli Stati Uniti in rappresentanza degli insegnanti delle scuole pubbliche, personale scolastico fino ai college e alle università. Pensionati della scuola, ma anche coloro i quali studiano per poi diventare docenti fanno parte di questa associazione i cui membri sono oltre tre milioni.

Bisogna anche ripercorrerne la storia per capire dove, politicamente, si posiziona la NEA: fino agli anni '70 era collocata in quella che è la parte conservativa degli USA, ma adesso, nonostante si dichiari 'non-partisan' apertamente è schierata a supporto del partito Democratico, anche della ala più 'liberals' e radicale quella che vuole spingere, attraverso diverse voci, il Paese verso il socialismo. Un sindacato totalmente di parte che ora vuole fare anche di più: imporre la propria volontà in quelle che sono scelte che fino a oggi spettano a città, contee e stati degli USA. "La National Education Association - l'ultimo comunicato reso pubblico - ritiene che la storia della colonizzazione debba essere riconosciuta e compresa in ogni stato.

Per fare questo, la Association crede che il nome della attuale festività conosciuta come 'Columbus Day' dovrebbe essere ribattezzata e riconosciuta come 'Indigenous People's Day' per le popolazioni indigene che vivevano negli Stati Uniti prima della colonizzazione degli europei. Con la logica che 'come una associazione educativa, riconoscere, osservare e celebrare la storia dei fatti è importante per mantenere la nostra integrità accademica". Parole che suonano false, in particolar modo perchè arrivano da coloro che in teoria dovrebbero apportare cultura e invece in questo modo la distorcono solo per seguire quella che è diventata una moda dei 'leftisti' americani: rifare non solo la storia, ma vederla, giudicarla con gli occhi del Duemila, anche quando si tratta di fatti successi centinaia di anni fa. Così come successo con le statute, la NEA vuole buttare giù il Columbus Day: non soltanto stravolgendo la storia, ma soprattutto infischiandosene di milioni di italo-americani che in Cristoforo Colombo, nel secondo lunedì di ottobre, da quasi un secolo lo hanno come un simbolo che adesso c'è chi vuole venga cancellato. Perchè in sintesi questo è il pensiero degli anti-Colombo: eliminare quello che è il momento di massima coesione per milioni di cittadini statunitensi.

Questo il motivo per cui Vincenzo Arcobelli, presidente del CTIM e consigliere del CGIE negli USA, ha voluto unirsi rendendo ancora più visibile le iniziative portate avanti da Italian American One Voice Coalition e la AIAE, associazioni fautrici di una risoluzione che si oppone, completamente, a quella della NEA. Ecco allora che la protesta italo-americana si potrà esprimere attraverso e-mail e telefonate che hanno come destinatario Lily Eskelsen Garcia (leskelsen@nea. org) presidente della NEA il cui numero telefonico è il 202-833-4000, al fine di far sentire la voce italo-americana in opposizione alla risoluzione che vuole eliminare la ricorrenza del 'Columbus Day'.

Ci sono anche dei numeri che ci fanno capire quanto importante sia la presenza italo-americana, anche nel mondo della istruzione. Sono infatti calcolati dal Census in 630.000 gli educatori italo-americani, mentre gli studenti sfiorano i 5 milioni (4.641.000). Inoltre, gli studenti con almeno un genitore di origine italiani raggiungono gli 11 milioni e questa politica, si può tranquillamente definire razziale, avrebbe un impatto discriminatorio sul 65% degli italo-americani, contravvenendo in maniera enorme a quella che è la missione della NEA, cioè la non discriminazione.

Di Roberto Zanni

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