Papa Francesco (foto Deposiphotos).

Torno da Córdoba (Argentina) dove ho potuto verificare "in situ" la situazione disastrata della Repubblica amica: svalutazione galoppante, mercato blue del dollaro (gli argentini sempre usano espressione creative nelle loro definizioni: "mercato blue" in termini realistici vuol dire "mercato nero"), servizi inefficienti. Ho partecipato a un Convegno dei tanti sulle questioni del lavoro, ma questa volta ho imparato qualcosa di piú. Ho conosciuto il principale consulente (avvocato naturalmente) del sindacato FAECYS. Questa organizzazione è la prima e la piú grande del paese e riunisce i lavoratori del settore del commercio. I suoi aderenti sono niente di meno che un milione. Incredibile!

Ma ancora piú incredibile è ció che segue: "Noi - mi dice il consulente sindacale - siamo poca cosa a paragone con la CTEP". Non avevo mai saputo di questa sigla e ne chiedo il significato. "La CTEP - mi dice - è la "Confederación de los Trabajadores de la Economía Popular". È in altre parole l’organizzazione che riunisce "cartoneros", "piqueteros", lavoratori autonomi poveri, mendicanti, etc. La CTEP, mi dice il collega amico, ha oggi 5 milioni di aderenti. Stento a capire, me lo faccio ripetere: 5 milioni di aderenti; quasi il doppio di aderenti che tutta la popolazione dell’Uruguay! Chiedo che fanno e mi risponde che hanno differenti forme di azione. Prima si limitavano a tagliare ponti e strade strategiche. Oggi occupano le strade con tende da campeggio: sono le "jornadas de acampe", frase che vuol dire che durante una settimana prendono possesso di una strada importante di una cittá (la settimana scorsa è stata la 9 de julio) e fanno un accampamento dove soggiornano tranquillamente creando il caos cittadino.

La situazione è realmente complessa: mercoledí scorso leggevo che la CTEP ha organizzato una invasione "pacifica" di "mall" o shoppings, che non è stata poi del tutto pacifica. L’organizzazione ha anche chiesto una riconoscimento pubblico dalle autoritá, che sotto pressione le hanno concesso la "personería social", una speciale abilitazione per trattare con lo stato. La CTEP chiede piú sussidi, mense popolari, un reddito di cittadinanza per i suoi 5 milioni di aderenti. Se navighiamo in Google vediamo che la CTEP si definisce come "una organizzazione sociale indipendente da ogni partito politico, che rappresenta i lavoratori dell’economia popolare e le loro famiglie... È - aggiunge la página web - una organizzazione che lotta per la restituzione dei diritti sociali e del lavoro che sono stati sottratti ai lavoratori da parte dell’economía liberista; diritti che ancora non abbiamo recuperato".

Il leader carismatico della CTEP è Juan Grabois, un giovane avvocato di 36 anni, docente universitario, scrittore, con un titolo anche in scienze sociali. È il fondatore e referente della Confederazione popolare. La sua carriera sociale e rivendicativa inizió nel 2005, quando riuscí a far include nella Legge 1.854, nota come Legge Spazzatura Zero, un articolo che riconosceva diritti ai lavoratori cosiddetti "cartoneros". Oggi, come dicevamo, la CTEP chiede al Governo argentina prestazioni varie, tra cui sussidi, un reddito fisso di cittadinaza e la possibilitá di organizzare servizi di assistenza medica mutua, in eguali condizione che le organizzazioni sindacali riconosciute nel paese. Curiosamente - o forse senza tanta curiositá - Grabois è dal 2016 assessore ad honorem del ex "Consejo Pontificio de Justicia y Paz" ed è indicato come amico personale del Papa Francesco. È facile trovare in Google immagini che mostrano la familiaritá tra il Papa e Grabois.

Insomma la CTEP si presenta come una formazione para-sindacale con ideologie diverse che vanno dal marzismo-leninismo al cattolicesimo, passando per l’anarchismo. Evidentemente ci troviamo di fronte a un fenomeno sociale di enormi proporzioni e per ora centralizzato in Argentina. Non è facile misurarlo con le categoria e gli strumenti tipici del movimento sindacale: non sono lavoratori, ma sono legioni di precari e informali formalizzati in una organizzazione potente ed attiva.

Le mie domande al ritorno da Cordoba sono tante: Inizia una epoca di post-sindacalismo? Le moderne societá nazionali dovranno promuovere politiche per riconoscere la precarietá organizzata o dovranno opporsi alle organizzazioni che difendano questo strato sociale? I "cartoneros" sono l’emblematica avanzata delle nuove forze sociali, cosí come lo fu la classe operaia nel XX secolo? E ancora una domanda: i rapporti tra i sindacati regolari e la precarietá organizzata saranno constituiti da vincoli di cooperazione o di conflitto? Non azzardo risposte; ma como direbbe Galileo, aggiungo: "Eppur si muove!".

JUAN RASO

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