Dybala (Depositphotos)

Nella Notte dei Traditori hanno vinto il Pipita e il Comandante. Conte, applaudito all'ingresso a San Siro dai settantamila interisti che l'hanno odiato con tutto il cuore, ha messo uno stop alla marcia trionfale e l'amore grande grande è rinviato ad altra data. Non ha perso lui, non ha vinto Sarri: il grande protagonista è stato Dybala, per il quale mi sono esageratamente battuto come de fosse mio. Mio parente, mio figlio, mio giocatore.

Al Pipita le lodi le avevo già date e quando ha dato valore di vittoria al bellissimo gol della Joya, ho rischiato di cantarne le lodi da tenore, visto che il Derby d'Italia me lo stavo vedendo a San Siro, dal vivo, come ai bei tempi del calcio che seguivo in tribuna seduto accanto a Brera. Oddio, che differenza, ma I Dybala artisti ti fanno ancora sperare che il calcio vivrà in eterno e I generosi come Higuain ti riportano alla mente Antonio Valentin Angelillo, l'Italo argentino cui ha sottratto il record dei gol. Io oggi canto quel che posso anche perché i fatti mi danno ragione: ho invocato gli argentini finchè anche Sarri, con il giusto disagio di tempo, gli ha dato fiducia, forse disobbedendo a Paratici, certo soddisfacendo Ronaldo chè alla fine anche lui vuole solo vincere.

In realtà, contro l'Inter ha giocato più di dileggio che di sostanza, con quei dribbling da fermo che fanno incavolare piccoli e grandi. L'Inter, invece, pur esibendo fasi da Nou Camp soprattutto per aggressività, non ha trovato nell'esaltato (da altri) Lukaku l'uomo per vincere. Oso affermare - magari attirandomi l'odio di tutti - che ho notato l'assenza di Icardi. Un campione nerazzurro in campo ci voleva, ma niente; la Juve ne aveva almeno tre davanti insieme a una difesa che ha pasticciato solo nel rigore, sennò ha fatto la sua parte. Visto dal vivo. De Ligt comincia a essere un difensore degno di stare con Bonucci in attesa di Chiellini. Resta tuttavia l'incoraggiante impressione che la Juve non sia ancora pronta a fare il nono trionfo. L'Inter si vede che ha voglia d'esserci. Peccato che per Conte e Marotta sia mancata proprio nella notte dei traditori.

Sarri è diventato ufficialmente l'allenatore della Juve, lo premiano anche per avere difeso il Pipita e recuperato la Joya. Conte, secondo tegola della Beneamata, dovrá ricominciare la corsa al successo per ora rimandato.

Italo Cucci

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