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A novembre in Italia sono più che raddoppiate le tempeste di pioggia, vento, neve, grandine e trombe d’aria, con un aumento record del +121% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E’ quanto emerge da un’elaborazione di Coldiretti su dati Eswd in relazione all’ultima ondata di maltempo sulla Penisola che da Nord a Sud ha devastato le campagne aggravando un bilancio dei danni che negli ultimi dieci anni sono costati all’agricoltura italiana 14 miliardi di euro.

La situazione resta difficile nel Bolognese, dopo la nuova esondazione del torrente Idice a Budrio – rileva Coldiretti - che ha già causato la morte di un centinaio di pecore e di una cinquantina fra maiali e mucche annegati, oltre a campi allagati e attrezzature rovinate. Gli agricoltori della Coldiretti della zona sono comunque scesi in campo con i trattori per aiutare nelle operazioni di evacuazione delle famiglie nell'area interessata.

Ma in tutto il Paese si registrano animali isolati, foraggi per alimentazione del bestiame perduti, piante sradicate, serre divelte, semine in difficoltà, ortaggi distrutti e frutteti affogati, attrezzature e macchinari agricoli rovinati e capannoni scoperchiati. A pesare sono anche i problemi strutturali con frane e smottamenti sulle strade rurali che rendono difficile la circolazione, con la situazione che è ulteriormente peggiorata nelle zone di montagna dove la neve ha reso difficili i collegamenti isolando intere zone.

L’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma anche in Italia tanto che siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – evidenzia Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Una situazione che preoccupa sempre più gli italiani con 3 su 4 (75%) spaventati dai cambiamenti climatici secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.

Le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua si abbattono – afferma la Coldiretti – anche su un territorio reso fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con più di nove comuni su dieci in Italia a rischio per frane o alluvioni. Il settore agricolo – conclude la Coldiretti – è quello più impegnato a contrastare i cambiamenti climatici ma anche quello più colpito.

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