Perché obbligo di distanziamento in treno, con posti a disposizione già esauriti, e sull’aereo accalcati tutti insieme appassionatamente? In effetti la questione sicurezza nel trasporto pubblico che ha tenuto banco questa settimana dovrebbe risolversi uniformando le norme: su treni e aerei posti a sedere con lo stesso severo contingentamento.

In pratica il ministro della Salute Roberto Speranza ha già annunciato che la linea della prudenza si imporrà anche sui voli aerei nazionali. Domani, 6 agosto, tornerà a riunirsi il Comitato tecnico-scientifico che è pronto a dare parere positivo al restringimento degli spazi disponibili in aereo. Si tornerà forse al sedile vuoto ogni tre, due per fila, come era al’inizio della ripresa dei voli. Del resto il virus è tutt’altro che morto, l’indice di sieroprevalenza (che stabilisce il tasso di persone che hanno sviluppato anticorpi) dice che 1,4 milioni di italiani sono entrati in contatto con il virus. Cioè sei volte il numero di positivi intercettati durante tutte le fasi della pandemia.

SICUREZZA TRASPORTO PUBBLICO: REGIONI IN ORDINE SPARSO

In ogni caso quella della sicurezza nel trasporto pubblico resta questione di cui specie le Regioni del Nord stentano ad accettare le limitazioni imposte da Roma. Ne risulta un Paese che, come un vestito di Arlecchino, sfoggia regole diverse ogni confine regionale che si attraversi. Intanto però le Regioni sono schierate per una maggiore apertura del trasporto pubblico.

AL NORD SI VUOLE PIENA OCCUPAZIONE POSTI A SEDERE

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha firmato una ordinanza che dà il via libera alla piena occupazione dei posti a sedere. E del 50% di quelli in piedi sui mezzi pubblici, come anticipato nei giorni scorsi. "Alta velocità e treni regionali hanno tempi di percorrenza molto diversi", ha osservato l’assessore regionale Claudia Terzi. Atm – società di trasporti milanesi – ha prudenzialmente lasciato i segni di distanziamento sui mezzi, in attesa di avere delucidazioni, chiedendo ai viaggiatori di rispettarle. In Piemonte la Regione per bocca dell’assessore ai Trasporti Marco Gabusi fa sapere di "non essere nelle condizioni di eliminare il distanziamento a bordo dei mezzi pubblici, come previsto dall’ordinanza del ministro Speranza". "Ci faremo sentire presso il governo affinché la situazione venga sanata", aggiunge.

In Piemonte il distanziamento sui treni regionali non esiste più dal 10 luglio. "Abbiamo migliaia di utenti che rimarranno a piedi – dice Gabusi – che non potranno svolgere la loro attività lavorativa. E nemmeno andare in vacanza". Mentre nel Lazio la capienza dei mezzi pubblici è rimasta al 50 per cento, in Veneto con le mascherine indossate è possibile occupare il 100% dei posti sui treni, previa aereazione e sanificazione per ogni viaggio di andata e ritorno. Anche in Puglia bus e treni viaggiano a piena capienza, ma con l’obbligo di mascherina. In Sardegna si può occupare il 100% dei posti a sedere su treni e autobus fin dal 15 luglio, con un’ordinanza prorogata dal governatore Christian Solinas il 31. Sulle linee regionali della Campania è invece al 60% la capienza dei convogli e il pienone è previsto solo sui traghetti per le isole, sempre con mascherina obbligatoria.

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