Vacanze sì o no? Non si sarebbe potuto impedire agli italiani di trascorrere in santa pace un periodo di ferie, ma certo che qualche precauzione in più andava presa. Dopo mesi di isolamento, la gente ha voluto distrarsi. Dimenticarsi del Covid. Di quello che aveva sofferto durante l’inverno e ha mollato. Di contro, chi doveva controllare e far rispettare le regole non ha fatto più di tanto per evitare i contagi. Le discoteche hanno riaperto, un tragico errore; sulle spiagge il distanziamento è diventato un optional; la movida ha imperversato e i giovani si son lasciati andare. Insomma, invece di un agosto tranquillo, è diventato un mese che ha rinnovato le preoccupazioni degli scienziati e quindi del governo.

I dati anche ieri sono stati impietosi: 1210 nuovi casi tanto che c’è chi ha scritto: il Covid non si ferma più. La Lombardia è tornata a farla da padrona, ma anche il Lazio non è stato da meno con 184 casi, il 60 per cento dei quali da persone che tornavano dalle vacanze. In primo piano la Grecia, la Spagna, la Croazia e Malta, con la Sardegna a preoccupare di più per quanto riguarda l’Italia. In Sicilia il governatore Musumeci lancia l’allarme e minaccia di chiudere l’isola, il ministro degli Interni Luciana Lamorgese gli risponde subito: "Le decisioni le prende il governo". Comunque sia la tensione è al massimo perché in molti centri di accoglienza si vive in maniera disumana.

Pure il gioco del calcio è in preallarme. Dopo quanto accaduto al portiere della Roma Antonio Mirante e a qualche elemento del Cagliari, ieri è stata la volta di un allenatore assai famoso, Sinisa Mihajlovic, a denunciare di aver preso il virus. Non andrà in ritiro con il Bologna, la squadra che guida. Anche se la figlia riassicura i tifosi e l’ambiente dicendo che il papà sta bene. E non corre alcun pericolo. Casi esplosi a parte, ritorna alla ribalta il problema della ripresa del campionato di serie A che dovrebbe cominciare fra un mese circa.

Le scuole di pensiero sono due: c’è chi sostiene che se questo è l’andazzo gli stadi non dovrebbero essere riaperti al pubblico. Teoria che i più estremisti portano fino allo stop del torneo. La seconda presa di posizione è esattamente contraria. Ritiene che la nuova ondata non è preoccupante, citano le parole del ministro Speranza che ha dichiarato che non ci sarà in futuro un nuovo lockdown e dicono che il campionato potrà riprendere in assoluta sicurezza. Sta di fatto però che il governo è tornato ad essere in stato di allarme, che gli scienziati sono stati sollecitati a studiare il fenomeno.

Lo stesso discorso vale per le università che, secondo gli ultimi orientamenti, dovrebbero riaprire a breve sia pure con l’obbligo delle mascherine e del distanziamento. Finalmente le forze politiche dichiarano una tregua per combattere tutti insieme la ripresa del virus? Niente affatto. Lo scontro è sempre in atto e non ha un attimo di tregua. Con Salvini che punta il dito contro la politica degli sbarchi che hanno causato non pochi danni alla nostra salute e con chi se la prende con i 5Stelle che definiscono "tout-court" cinque poltrone.

Di come combattere il virus non si parla? In un certo sì perché è riscoppiata la guerra tra coloro che invocano il Mes, la legge salva stati, e quanti sono nettamente contrari. "Con quei danari, circa 36 miliardi, potremo risolvere molti problemi sanitari", dicono i primi. "È solo una truffa che costerebbe cara alle nostre finanze già in agonia", sostengono i contrari. Insomma, non c’è nulla di nuovo a Montecitorio e dintorni.

Bruno Tucci

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