Giorgia Meloni (Depositphotos)

Un durissimo attacco quello che ieri la leader di Fratelli d’Italia ha sferrato nei confronti dell’esecutivo giallorosso, reo in pratica di averci capito poco o nulla dell’emergenza legata al Coronavirus e di essersi mosso in ritardo sulle misure da adottare. "Contro la pandemia – ha detto ieri - le priorità del governo sono state assolutamente sbagliate. Chiediamo meno spocchia e più collaborazione. Noi non accetteremo il rischio di un altro lockdown per l'incapacità del governo di gestire la prima e la seconda fase". Parole, queste, pronunciate nel corso di un flash mob che si è tenuto in piazza Montecitorio, a Roma, che ha visto FdI al fianco di lavoratori che rischiano di abbassare definitivamente le proprie saracinesche in caso di ulteriore chiusura del BelPaese. La Meloni, nel corso delle sue dichiarazioni alla stampa e con un cartello bene in vista con su scritto 'Il silenzio degli innocenti - in rappresentanza delle migliaia di italiani che rischiano il lavoro', si è chiesta perché la maggioranza si è concentrata maggiormente sul bonus monopattino invece di rafforzare i trasporti pubblici. O perché invece di potenziare le terapie intensive si è pensato troppo alla "ridicola app Immuni". Altri dubbi che si è posta la numero uno di Fratelli d’Italia è perché "non sia stata data priorità all’assistenza domiciliare a favore degli anziani mentre si è pensato di vietare la vendita degli alcolici". "Dopo sei mesi - ha poi affermato - siamo ancora costretti a scendere in piazza senza che nulla sia cambiato, per denunciare l’angoscia di milioni e milioni di italiani che non hanno avuto risposte, perché il governo negli ultimi mesi ha dilapidato 100 miliardi di euro in risposte inutili, provvedimenti a pioggia, consulenze ai ministri, assunzioni facili per amici degli amici, tutte cose che non avevano alcun senso con l’emergenza, il governo non ha fatto niente di serio per fermare la seconda ondata". E poi l'affondo finale a Conte: " Finora è stata inesistente la collaborazione col governo. Segnalo che quando nell'ultima conferenza stampa il premier ha detto che aveva sentito le opposizioni, io ho ricevuto una telefonata alle 9:27, la conferenza stampa era alle 9:30, in cui mi si diceva 'stiamo facendo un nuovo dpcm, scusami devo andare'. Io non credo che questa sia collaborazione con le opposizioni".

STEFANO GHIONNI

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome