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Qualcuno, forse, ci accuserà di provincialismo, ma non ci sembra inutile cercare di trovare, nelle recenti elezioni americane indicazioni utili a valutare le conseguenze che i risultati della consultazione statunitense possono determinare in Italia. 
Viviamo, del resto, in una società globalizzata nella quale gli eventi internazionali sono tra loro così strettamente collegati che ciò che accade in un paese, è inevitabilmente destinato a produrre effetti anche negli altri. Ciò è tanto più vero quando si parla degli Stati Uniti, vale a dire della maggiore potenza mondiale.
Per questo, pur se dalla data del voto Usa sono già trascorse più di due settimane, non ci sembra inutile tornare sull'argomento e approfondirne i risvolti.
Il primo effetto della vittoria di Joe Biden che, prima o poi, Donald Trump dovrà riconoscere, è la sconfitta della linea sovranista della quale il presidente uscente aveva fatto la propria bandiera e della quale la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni sono non da oggi tenaci assertori.
Intendiamoci. Sarebbe un errore  credere che il sovranismo sia morto e sepolto. Non è così. Ma è fuor di dubbio che quando Trump porrà termine alla sua grottesca e squallida resistenza, Salvini e la Meloni avranno più di una difficoltà nella loro propaganda sovranista. Non è cosa di poco conto, infatti, perdere un punto di riferimento e di sostegno quale quello del presidente americano per il quale sia il leader del Carroccio, sia la leader di Fratelli d'Italia si sono spesi senza riserve. Entrambi, dunque, dovranno trovare un tema di forte impatto quale il sovranismo per marcare la loro identità. E non è cosa facile.
C'è, poi, un secondo aspetto della questione che va tenuto presente. L'insediamento di Biden alla Casa Bianca comporterà, inevitabilmente, un mutamento dei rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con la presidenza Trump questi rapporti sono stati spesso conflittuali ed è molto probabile che anche questo abbia influito nel determinare la spinta sostanzialmente anti europeista che ha caratterizzato - eccezion fatta per Forza Italia - il centrodestra italiano. È pertanto assai probabile che il nuovo corso della politica statunitense condizionerà la linea di Salvini e della Meloni anche su questo fronte.
Ma il cambio della guardia al vertice degli Usa influirà probabilmente pure nella strategia della maggioranza e, in particolare, in quella del Pd. Biden è notoriamente considerato un moderato. Il Pd, sin dalla sua costituzione, è diviso in due correnti d'opinione che grosso modo sono riconducibili ai due tronconi dai quali trae origine: quello democristiano e quello che si richiama al vecchio Pci. Al primo possiamo attribuire una connotazione moderata; al secondo più marcatamente di sinistra.
La vittoria di Biden può ora contribuire a far sì che la conflittualità tra queste due anime del partito, si risolva in favore dei moderati o, quantomeno, li rafforzi. Insomma il voto americano, anche se bisognerà attendere la fine della pantomima di Trump, è probabilmente destinato a imprimere una svolta anche nella politica del nostro paese.
Ottorino Gurgo

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