(foto depositphotos).

Berlusconi e quello strano "tandem" che porta dritto dritto all'inciucio. Da una parte Roberto Fico, dall'altra Matteo Renzi: due capisaldi della maggioranza di governo intervenuti, ieri, nel dibattito politico, nel tentativo di tenere "spalancate" quelle porte già aperte, nei giorni scorsi, dal Pd di Zingaretti nel tentativo di "convincere" il leader di Forza Italia a tenere duro sulla strada che porta al dialogo. "Sono favorevole perché si accentui un dialogo con tutte le opposizioni" ha detto, non a caso, il presidente pentastellato della Camera, rimarcando, così, il proprio parere favorevole al coinvolgimento di tutto il centrodestra già a partire dal voto sullo scostamento di bilancio. Il leader di Italia Viva non è stato da meno. L'ex "rottamatore" ha visto come una "cosa positiva" la separazione di Berlusconi dall'asse Salvini-Meloni mentre, sulle misure anti-Covid, ha invitato a "riaprire i licei, prima di pensare ai cenoni". Per distribuire il vaccino, ha poi sottolineato ancora, "serve l'esercito, non Arcuri". L'ex premier è andato più a fondo arrivando finanche ad invocare un rimpasto di governo per gestire i soldi del Recovery fund. Il leader di Iv è stato lapidario nel chiarire quale sarà la sua strategia politica da qui a fine legislatura . "Il tema di rafforzare la squadra di governo c’è anche se non si allarga la maggioranza. Noi dobbiamo uscire da questa fase di emergenza, direi dopo la legge di bilancio, con una squadra più forte perché ci sono da spendere 200 miliardi di euro da gestire per i prossimi 30 anni" ha chiosato in collegamento con "In mezz'ora" in onda su Rai 3". Ora, cosa significa "rafforzare la squadra di governo" se non una richiesta vera e propria di rimpasto? Da qui, se vogliamo, anche la mano tesa al centrodestra dell'ex premier, in particolare, a Forza Italia che, con Berlusconi, non si è mostrata insensibile alle aperture di marca dem, scatenando i malumori degli alleati di Lega e Fratelli d'Italia. Ma "se Berlusconi si separasse da questo asse (Salvini e Meloni ndr) sarebbe una cosa positiva" ha precisato Renzi plaudendo all'atteggiamento tenuto dagli ex compagni di partito del Nazareno: "Zingaretti e Bettini sono molto seri. Io non sono più nel Pd ma la posizione di Zingaretti è di grande serietà quando dice di andare a vedere le carte sull’apertura" ha aggiunto il fondatore di Italia Viva. Da qui, dunque, l'auspicio di allargare la maggioranza. Ma anche se così non fosse il senatore toscano punta comunque ad un restyling dell'esecutivo. "Perché - ribadisce - bisogna utilizzare 200 miliardi che decidono i prossimi 30 anni".

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