Voleva suicidarsi, ma poi non ce l’ha fatta, non ne ha avuto il coraggio. Roberto Pirrone, un 65enne con problemi economici che lo hanno portato a un profondo stato di instabilità e di depressione, ha detto agli inquirenti di aver deciso allora di “sparare a caso” e di aver ucciso, per questo motivo, un ambulante senegalese di 54 anni.

Una storia tragica, inquietante e ai limiti dell’incredibile quella accaduta a Firenze. Una tragedia che rischia ora di avere ripercussioni sociali. In fermento la comunità senegalese, che chiede giustizia per la morte senza un perché di un suo connazionale, sul Ponte Vespucci.

I portavoce della comunità di immigrati parlano apertamente di razzismo e minacciano manifestazioni anche estreme di protesta, le forze dell’ordine invece sembrano credere alla casualità del gesto. Pirrone non ha mai manifestato tendenze razziste in passato, anzi è simpatizzante dell’Urss. Durante l’interrogatorio ha confessato di aver agito in questo modo per finire in carcere e non gravare più sulla sua famiglia.