Monica Rossetti è l’enologa numero 1 del Brasile. Dal nome si può chiaramente capire che è italo-brasiliana e la sua notorietà se l’è costruita partendo dalla creazione, nel 2013, di Faces, quello che poi sarebbe diventato il vino ufficiale dei Mondiali 2014. Ma se quel vino può essere definito come uno dei momenti più celebri per l’enologa, la sua carriera è molto più vasta e complessa e mette le radici nella cantina brasiliana Lidio Carraro che, sotto la sua guida, non solo ha messo sul mercato le bottiglie dei Mondiali di calcio, ma è diventato uno dei nomi di riferimento dell’industria enologica brasiliana.

“Ho l’orgoglio – dice Monica Rossetti – di aver partecipato dall’inizio al sogno di un vino brasiliano di qualità”. La vita della enologa Rossetti si è svolta, per un decennio, tra l’Italia e il Brasile, non solo naturalmente per le sue origini, ma proprio per sviluppare al massimo le sue doti che poi l’hanno portata a diventare uno dei numeri 1 del settore nel grande Paese sudamericano. Ha svolto stages in importanti aziende vinicole italiane, poi ha traslato le sue esperienze sul territorio brasiliano.

Ma dopo aver portato al successo la Lidio Carraro, Monica Rossetti si è messa in proprio, con una azienda che porta il suo nome e che lavora in diversi aspetti nel grande mondo del vino. Infatti va dalla consulenza vinicola ai corsi di formazione anche per i
consumatori. Ma il futuro della enologa Rossetti sta puntando la direzione ancora una volta verso l’Italia.

Infatti in maggio è previsto il matrimonio, si sposerà con un italiano e lascerà il mondo vinicolo del Brasile per stabilirsi definitivamente nel Paese di famiglia. Infatti le sue origini portano a Vicenza e la passione per il vino l’ha scoperta giovanissima, quando il nonno faceva il vino in casa. Poi a 15 anni ha cominciato a studiare enologia e da quel momento non si è più fermata.

Sandra Echenique