L'istituto Russel Moro di Torino

Un insegnante di un istituto tecnico torinese, il Russel-Moro, è stato aggredito questa mattina a scuola. A denunciarlo in una nota la Cub Scuola e la Slc-Cgil, quest’ultima dettasi disponibile a fornire assistenza legale all’insegnante aggredito. “L’aggressione odierna a un collega ‘colpevole’ di aver rilevato il ritardo di uno studente e di essersi comportato di conseguenza non può e non deve essere liquidato come un fatto folkloristico” è il pensiero della Cub Scuola. “C’è un problema di riconoscimento del ruolo della scuola, forse per troppi anni bistrattata – è il commento del segretario Slc-Cgil Igor Piotto -. Gli aggressori vanno perseguiti e puniti”.

AGGREDITO ALL’INTERNO DELL’ISTITUTO
Secondo quanto riferito dal sindacato, per punire lo studente del ritardo, l’insegnante anziché farlo sedere in classe lo ha mandato in biblioteca. Il giovane ha telefonato a casa per raccontare l’episodio e poco dopo si sono presentati all’istituto il padre, con altri due parenti. Il professore, “un insegnante molto stimato” afferma Piotto, è stato aggredito all’interno dell’istituto e colpito con un pugno alla mandibola. Una ambulanza lo ha accompagnato in ospedale, dove e’ stato medicato.

LA DENUNCIA DEL SINDACATO
“Siamo di fronte ad un crescendo di comportamenti analoghi fra di loro strettamente uniti dalla riduzione delle scuole ad aziende – spiega, dal canto suo, la Cub Scuola – fatto salvo che va ricercato, nel rispetto dei reciproci ruoli, la massima collaborazione fra insegnanti, studenti, educatori, è evidente che è necessaria una radicale correzione di rotta”.

DISAGIO VA AFFRONTATO ALLA RADICE
“La scuola pubblica è un luogo, o almeno dovrebbe essere tale, dedicato alla formazione delle giovani generazioni sulla base di regole che devono certamente essere condivise ma che soprattutto devono essere rispettate. Il diffondersi di queste pratiche di violenza mette in evidenza uno stato generale di disagio che va affrontato in radice, con adeguati investimenti nell’edilizia, nelle strutture, nella consistenza e nelle retribuzioni del personale”, conclude la nota di Cub Scuola