Non ci si può recare al Consolato di Miami per rinnovare il passaporto se prima non hai un appuntamento che si può prendere solo online. Ma se ci provi ad ottenerlo è tutto occupato. Allora il povero cittadino italiano all'estero cosa deve fare? C'è scritto, nella pagina del Consolato, che l'operatore consolare non può forzare il sistema che è gestito direttamente da Roma. Ma se poi lo stesso non funziona, ci chiediamo per quale motivo il Console non interviene, non denuncia la situazione, non rende di pubblico dominio le esperienze quotidiane senza soluzione alle quali gli italiani devono sottoporsi?

L'altro giorno abbiamo ricordato di avere il passaporto in scadenza, tra qualche mese, allora non poteva esserci occasione migliore per provare, direttamente sulla propria pelle, quello che i connazionali di Miami, della Florida e di tutta la circoscrizione denunciano da tempo smentiti, ma solo a parole, da chi sta all'interno dell'edificio di Ponce de Leon, a Coral Gables, che ospita la rappresentanza italiana. Un problema, quello dei Consolati, che certo non è solo di Miami, è generalizzato in tutto il mondo.

Se si ha bisogno di un certificato, di un passaporto davvero è la fine, senza parlare poi della cittadinanza: in Brasile, a San Paolo, solo un esempio, si invecchia di una dozzina di anni nella attesa. Miami come il resto del pianeta si può dire, ma il problema pare sia gestito nella più assoluta indifferenza. Esattamente un anno fa, avvertiti da alcuni connazionali, avevamo contattato via email il Consolato chiedendo conferma di problemi sempre riguardanti i passaporti, si diceva che mancassero addirittura i libretti.

La risposta del responsabile della amministrazione del Consolato Generale d'Italia a Miami era stata delle più tranquillizzanti: "Assicuro personalmente - le parole di Matteo Cunzolo - che non si è mai verificato un caso del genere. C'è sempre una scorta adeguata di libretti. Le richieste di passaporti aumentano vertiginosamente di pari passo con l'aumento dei connazionali iscritti e questo causa un affaticamento dell'ufficio passaporti. L'ufficio è stato recentemente potenziato e attualmente ci sono quattro unità che si affiancano e si alternano per cercare di venire incontro alle esigenze del pubblico".

Ma nonostante ciò non è possibile ottenere un appuntamento nel calendario che è preposto dal sistema consolare. Così se da oggi fino alla fine di luglio è tutto pieno, quanto tempo si dovrà attendere per trovare un giorno libero? Il sospetto, terribile, è che quel giorno non arriverà mai. Anche perchè con questo modo di portare avanti le prenotazioni (se effettivamente si tratta di questo, tutto appare un po' strano) cosa deve fare il cittadino, passare le giornate davanti al computer con il dito pronto a cliccare la prima giornata libera che si presenta?

Quando si entra nel sistema delle prenotazioni online infatti, vengono proposti i tre mesi successivi per ognuno dei quali c'è il calendario completo con i giorni evidenziati in rosso che rappresentano le giornate occupate, in arancio la media disponibilità (che poi chissà cosa vorrà dire: si può andare oppure no?), quindi in verde i disponibili e infine in nero
quelli che non lo sono. E fino al 31 luglio è solo un alternarsi di rosso e nero. Poi verrà, non sappiamo ancora quando, agosto e ci saranno le ferie estive, quindi settembre con il lavoro che non è stato smaltito il mese prima e avanti di questo passo. E se poi dovessero anche arrivare nuove elezioni anticipate, con l'aggiunta di surplus di lavoro, al passaporto si potrà dire addio per sempre.

Uno scandalo, per il quale non bastano le denunce-promesse in campagna elettorale dei candidati al Parlamento e al Senato se poi la situazione resta tale. L'unica speranza, per Miami e i 35.000 italiani della circoscrizione, è che dal momento che l'attuale console, Gloria Marina Bellelli, in carica da 2015, andrà in pensione tra qualche mese, Cristiano Musillo, che la sostituirà nell'incarico, si dimostri più attento alle necessità della comunità italiana. O almeno che ci sia più informazione, più attenzione, suggerimenti un aiuto, che poi è quello di cui c'è necessità, fuori dal 'palazzo' nel quale i 'reggenti' si sono rinchiusi.

Negli Stati Uniti quando scade il passaporto, lo si può rinnovare attraverso un modulo che si scarica online, inviando poi la applicazione, foto e vecchio libretto per posta assieme a 119 dollari. Nel giro di un paio di settimane, nella buchetta della posta arriva il nuovo documento. Perchè non si può fare lo stesso, o qualche cosa di simile, anche nel consolati
italiani? Si risparmierebbe tempo da entrambe le parti e gli impiegati del consolato potrebbero concentrarsi sulla emissione dei nuovi libretti. Invece così non succede nulla, sale soltanto la rabbia e diminuiscono i passaporti...

Roberto Zanni

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