Giulia Millanta

Tutte le strade della musica portano a Austin. Anche quelle italiane. Se Austin è conosciuta per essere “la capitale del mondo  della  musica  dal vivo”, per l’incredibile numero di con- certi ai quali è possibile assistere, ogni sera, tutti i giorni dell’anno, ora la città del Texas, che poi ne è anche la capitale, vera, parla anche la nostra lingua. Non da oggi, ma il percorso è stato lungo, da un punto di vista chilometrico, ma anche breve, se si considera la facilità e anche la rapidità con la quale Giulia Millanta è riuscita ad emergere in un panorama affollatissimo. Austin è zeppa di musicisti, la maggioranza dei quali poi anche di talento, ma questa è una storia davvero particolare. Giulia Millanta, quasi inutile sottolinearlo, ad Austin si esibisce con la sua band: c’è il batterista Dony Wynn che è di Memphis, ma cresciuto in Louisiana, il chitarrista e produttore invece è Gabriel Rhodes originario di Sunset, Texas, infine il bassista è Glenn Fukunaga che qui c’è arrivato negli anni Settanta, proveniente dalle Hawaii. Tragitti completamente diversi, ma quello più lungo, e particolare, appartiene naturalmente a Giulia Millanta. La voce del gruppo, cantante e cantautrice, ma anche chitarrista, Giulia è sbarcata sulla scena musicale di Austin nel 2012. E oggi, sei anni, dopo è già al suo quinto album “Conversation With a Ghost“. Millanta a Firenze ha lasciato una laurea in medicina, per buttarsi in una carriera che, almeno all’inizio, non poteva certo offrire nessuna sicurezza, e nemmeno una certezza. “Ma non è stato che un giorno ero medico e quello dopo mi sono trovata a suonare la chitarra ad Austin – ha raccontato l’artista italiana – si è trattato di una storia più lunga e nulla è successo dal giorno alla notte. Per farla breve è successo che ho lasciato l’università per fare la musicista a Barcellona. Poi sono tornata e senza dirlo a nessuno mi sono laureata, ma una volta arrivata a quel punto avevo tutte le prove che non volevo diventare un medico. Questo è stato dieci anni fa”. Millanta ha lavorato qualche tempo a New York, poi ha scoperto Austin. “Molto accogliente – racconta – un posto molto più facile dove vivere. E adesso sono qui, sei anni e cinque album dopo”. L’ultimo, già un successo di critica e pubblico, “Conversation With a Ghost”, costruito attorno a una dozzina di brani che, fedeli al titolo dell’album,  conversazione con un fantasma, sono ossessionati da persone e desideri sfuggenti. Ma c’è dell’altro nella vita di Giulia Millanta, prima della sua esplosione musicale ad Austin. Da piccola ha iniziato a suonare la chitarra, sotto l’insegnamento del padre, poi, quando di anni ne aveva 13, un incidente a cavallo la costrinse a trascorrere un mese e mezzo in ospedale, per riprendersi da una frattura al cranio. Un evento che, anche se piccola, l’ha segnata e l’ha portata a promettersi che avrebbe vissuto sempre la sua vita al massimo. E così è stato, in particolare adesso, diventata una delle voci più autorevoli del mondo musicale di Austin. La chitarra da piccola, mai lasciata nemmeno quando cominciò a dare lezioni, insegnante sì, ma per andare a cavallo e al tempo stesso facendo anche la guida turistica. Tutto con quella laurea in medicina, con la lode, che però non ha mai toccato, nemmeno una volta, l’ha tenuta sempre nel cassetto. Da Firenze, dalla Toscana alla Spagna, il ritorno, poi gli Stati Uniti. Prima del grande distacco ancora la sua Firenze dove ha cominciato a esibirsi nei bar e in piccoli club e in quel momento ha anche cominciato a scrivere le sue canzoni e non ha più smesso. Dieci anni fa il primo contratto, in Italia, con la Cavern Jatt Records. Poi il viaggio ha cominciato a diventare più lungo mentre si erano moltiplicati anche i progetti. “The Dizzyness” è stato il primo album, esattamente dieci anni fa, quindi “Dropping Down“, poi ancora “Dust and Desire“, “The Funambulist“, “Moonbeam Parade” e infine l’ultimo, la conversazione con il fantasma, che lei stessa ha prodotto con la partecipazione di grandi nomi. Un animo ribelle e solitario che si è poi espresso nella musica e da quando è arrivata ad Austin, con collaborazioni ad altissimo livello, ecco che la sua voce e le sue canzoni sono diventate conosciute. Perché Giulia può anche cantare in quattro lingue e il suo stile è unico, ecco come ha conquistato una città che ha la musica dentro che poi l’ha lanciata sulla ribalta nazionale. Canta e suona un cocktail musicale che unisce il rock all’americana alle melodie europee. E per ascoltarla si può andare in tutti gli Stati Uniti. Adesso è già partita per il suo tour che dal Texas la porterà nel New Mexico, quindi il Colorado, un ritorno nel Texas, ma in settembre eccola a Boonville, stato di New York, quindi la Virginia. Un talento enorme partito da Firenze, una voce straordinaria che si può ascoltare in tutti gli States. E se probabilmente ci si è persi un buon medico, alla musica non è dispiaciuto per nulla.

di Roberto Zanni