Vignali

Benvenuti alla Farnesina”. Così Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli italiani nel mondo e le politiche migratorie del  Maeci, ai consiglieri del Cgie riuniti nella prima assemblea plenaria del 2018.
La plenaria, ha proseguito Vignali, “è un momento importante per chi come la Dgit lavora ogni giorno per dare migliori servizi ai connazionali e che deve confrontarsi con chi dei problemi e delle aspettative si occupa permanentemente, cioè voi”. La plenaria, dunque, “è un prezioso momento di dialogo”.
Quattro, ha aggiunto Vignali, “i punti chiave che caratterizzano il contratto di Governo: il ruolo delle collettività e il riconoscimento della loro importanza per il Sistema Paese; il voto all’estero; gli organismi di rappresentanza; la rete consolare”.
La relazione di governo, essendo quest’ultimo appena insediato, “guarda al futuro più che al passato: fa l’analisi della situazione e indica alcuni percorsi”.
Percorsi che Vignali ha sintetizzato nella sua relazione, cominciando dalla riforma di Comites e Cgie, “su cui il Consiglio generale ha lavorato all’ultima plenaria”, ha ricordato riferendosi all’articolato approvato a fine 2017. Un testo che “è all’attenzione del governo e della rete diplomatico consolare, per avere commenti e migliorie”, così da poter avviare “un confronto reale con il Governo”.
Al secondo punto la promozione di lingua e cultura, su cui, ha ricordato Vignali, i consiglieri si confronteranno con Vincenzo De Luca, direttore generale per il Sistema Paese. Certo è “il sempre maggior riconoscimento del ruolo delle collettività come parte del ‘soft power’ del Sistema Italia e da qui – sottolinea Vignali – possono derivare ritorni anche in termini di servizi, investimenti e personale. È un passaggio importante”.
Sul voto all’estero, Vignali ha sostenuto che “nelle condizioni in cui si è svolto il voto, con 4milioni e 700mila plichi inviati, siamo riusciti a rispettare parametri di correttezza, regolarità e trasparenza”. Certo, ci sono stati “episodi sfortunati, ma in una elezione di queste dimensioni – 700mila plichi in più delle precedenti elezioni – il bilancio per me è positivo”.
Certo “dobbiamo guardare al futuro e a ulteriori miglioramenti: la Direzione Generale per gli Italiani all’estero ha già fatto proposte per rafforzare la fase dello spoglio, attraverso una modifica che può essere realizzata a legislazione vigente, introducendo un codice a barre anche per lo spoglio, così da avere più controllo, correttezza e velocità delle operazioni”.
Su questa proposta, la Dgit ha già avuto “riscontro positivo sia dalla Corte di appello di Roma che dal Viminale”.
Infine, la presenza delle collettività italiane all’estero: “al 31 maggio 2018 sono 5.675.458 i connazionali iscritti negli schedari consolari, un milione e 100mila in più rispetto a sei anni fa. A fronte di tale aumento, – ha ricordato Vignali – abbiamo assistito ad una contrazione di personale e risorse. Operare a queste condizioni è estremamente difficile”, ha sottolineato.
Anche perché le risorse diminuiscono ma gli italiani all’estero aumentano e, con essi, “l’erogazione dei servizi consolari”. Ad esempio Londra, dove la situazione “è difficile, non di caos”, come ha detto Merlo, “ha la più alta produttività della rete”.
“Molti di voi si stanno battendo per più risorse e personale nei consolati, dunque è un terreno su cui ci capiamo molto bene. Il nostro personale, e credetemi non è una difesa d’ufficio, fa molto, fa sempre di più, ma non è abbastanza perché la richiesta è tale da ingolfare il sistema di prenotazione, che produce turni di attesa eccessivi”. “Non è una situazione semplice”, ammette Vignali. “Aspettiamo più risorse, che in parte abbiamo già ottenuto nella scorsa legislatura”. Quanto alla digitalizzazione dei servizi, anche qui si fanno passi avanti: “ora ci si può iscrivere all’aire online in 71 sedi, erano 16 l’anno scorso”. E ancora. “Avremo più macchine per le impronte digitali che verranno affidate a 114 consoli onorari già nei prossimi giorni”.
Il Direttore generale ha poi ricordato che occorre “affrontare il tema della nuova mobilità italiana”, su cui “il Cgie ha realizzato ricerche importanti e sta per organizzare un seminario specifico”.
Per il Direttore generale occorre puntare su “informazione e formazione – anche linguistica – adeguata”, attivando “flussi circolari di mobilità” così da “trasformare questa situazione in ricchezza per il paese”, coinvolgendo i territori di partenza. “Centrale , in questo senso, sarà la conferenza stato regioni cgie in programma nel 2019, a 10 anni dalla precedente edizione, per dialogare con gli enti locali, con cui parlare anche di fiscalità, sanità, turismo di ritorno”.
A questi temi che “declinano i 4 punti dell’agenda di governo”, si aggiungono i temi d’attualita, in primis la Brexit e la situazione in Venezuela.
Quanto alla Brexit, Vignali ha ricordato che “il 21 giugno scorso l’home office britannico ha pubblicato il documento con le procedure per il settled status. Continuiamo a batterci affinché anche i più vulnerabili – penso agli anziani ma anche a chi non ha accesso ad internet o anche ai senzatetto – abbiano accesso con modalità diverse a questa registrazione”.
Ai connazionali in Venezuela “continuiamo a fornire ogni possibile agevolazione, rafforzando le nostre strutture in un contesto molto difficile per precarietà economica e per l’insicurezza”. Al momento “stiamo cercando di realizzare un percorso per i medicinali salvavita e per patologie gravi”, sul quale sembra ci siano “sviluppi positivi”. “Vorremmo fare di più, ma qui non è solo questione di risorse, ma anche dialogo con il governo venezuelano su cui l’Italia e l’Ue possono fare molto”.
Infine il Sud Africa, “tema molto diverso dal Venezuela ma da monitorare”, cosa che succederà anche nella prossima continentale in programma a settembre proprio a Durban.