La carovana dei migranti

Una carovana composta da circa 5.000 centroamericani, decisi a raggiungere la frontiera degli Stati Uniti, ha trascorso la notte a Tapachula, nello Stato messicano di Chiapas, ed è ripartita, oggi, per Arriaga, città non lontana dallo Stato di Oaxaca. La tv Milenio ha indicato che si tratta di un gruppo di persone che ha attraversato illegalmente dal Guatemala il fiume Suchiate, a cui durante la marcia si sono uniti altri centroamericani già entrati in passato in Messico e che hanno deciso di partecipare alla spedizione diretta negli Stati Uniti.

AGENTI PROVANO A FERMARE LA CAROVANA
Almeno 700 agenti della polizia messicana e il personale dell’Istituto nazionale delle migrazioni (Inm) segue la carovana, cercando a tratti di fermarla, senza successo però. Un alto responsabile dell’Inm, Francisco Echavarria, si è più volte rivolto ai migranti con un altoparlante per convincerli a sottomettersi alle procedure previste per l’ottenimento del visto o dello statuto di rifugiato ma anche qui senza successo.

TRUMP MINACCIA DI USARE L’ESERCITO
La fiumana di migranti appare inarrestabile e questo nonostante il presidente Donald Trump, dal canto suo, abbia minacciato di usare l’esercito per fermarli; il presidente ha poi scritto che gli Stati Uniti non daranno più soldi ai Paesi dell’America centrale che non fermano queste carovane. “Purtroppo – ha scritto oggi su Twitter – sembra che la polizia e i militari del Messico siano incapaci di fermarli […] Ho allertato la polizia al confine e i militari che questa è un’emergenza nazionale. Bisogna cambiare le leggi!”.

“E’ COLPA DEI DEMOCRATICI”
“Ogni volta che vedete una carovana, o persone che arrivano nel nostro Paese illegalmente, o che cercano di farlo, pensate e incolpate i democratici per non averci dato i voti per cambiare le patetiche leggi sull’immigrazione! Ricordatevi le elezioni di metà mandato!” ha poi aggiunto il presidente, che ha messo l’immigrazione al centro della campagna elettorale per le elezioni di metà mandato, in programma il 6 novembre.

A PIEDI, SCANDENDO SLOGAN E INNI
Ieri i membri della Carovana hanno avanzato quasi sempre a piedi, cantando l’inno nazionale honduregno e gridando slogan favorevoli al Messico, ma ad una decina di chilometri da Tapachula sono giunti decine di camion e furgoni, su cui i migranti non hanno esitato a prendere posto, per avere sollievo dopo una giornata di cammino. Intanto ieri all’alba in un incidente stradale sulla autostrada internazionale Ciudad-Cuauhtemoc-Tuxtla Gutierrez sono morti sei centroamericani mentre altri undici sono rimasti feriti. Questo gruppo non faceva parte della Carovana in marcia verso Arriaga.