Circa 3 miliardi di euro sui 6 previsti, ovvero la metà della spesa per il reddito di cittadinanza, rischiano di finire a chi lavora in nero. E’ l’allarme lanciato dalla Cgia di Mestre, che ricorda come in Italia ci siano poco meno di 3,3 milioni di occupati che svolgono un’attività irregolare.

“Se da questo numero rimuoviamo i dipendenti che lavorano anche irregolarmente ma non potranno chiedere il reddito e i pensionati che non hanno i requisiti per accedere al reddito di cittadinanza – pari, in linea di massima, a 1,3 milioni di unità – coloro che svolgendo un’attività irregolare potrebbero, in linea teorica, percepire questa misura sarebbero 2 milioni (tra i quali casalinghe, formalmente inattivi, studenti); vale a dire la metà dei potenziali aventi diritto”.

Secondo la Cgia, le regioni più a rischio – dove è più forte l’incidenza del sommerso – sono Calabria, Campania e Sicilia; quelle meno a rischio Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Veneto.