Il brand itinerante. Il viaggio in Italia del brand Firenze. Un nome, una garanzia. Ma in questo caso l’assunto non riguarda l’arte splendida sparsa nella città bagnata dall’Arno, meta ammirata dai turisti di tutto il mondo. Il brand in questione si chiama Mercato Generale, pensa te. Un marchio anch’esso, certo, molto particolare, impegnato nella conquista appunto delle piazze più importanti del Paese.

Le città più popolate, con il maggiore numero di abitanti, e con maggiore appeal dal punto di vista commerciale. Leggi consumo da parte di cittadini e turisti. Targato Firenze, il Mercato Generale sbarca a Torino, poi a Milano. Lontano da Firenze, viene riproposta la formula inaugurata a San Lorenzo, con grande enorme successo di pubblico e di introiti. Bis e tris a tutto tondo, firmati Montana-Human Company.

Soci al cinquanta per cento con Caffè Italiano holding e Human Company di Cardini-Vannucchi, in joint venture. I ricavi previsti dovrebbe superare quota ottanta milioni. Lo sbarco al Nord del Mercato Centrale Firenze consentirà l’assunzione di 1400 operatori. Una forza di lavoro non da poco, in questi tempi di crisi evidente e pesante. Il Mercato con il marchio Centrale Firenze è una struttura da tre milioni di visitatori. Ventitrè le botteghe, 340 gli operatori. Roma è cresciuta a 3,4 milioni di visitatori, diciannove botteghe con 280 addetti. Notevole anche se chiaramente inferiori i dati relativi a Mercato Centrale a Campi Bisenzio, la zona del pellame, non distante da Firenze. In Toscana, tra l’altro, si registra la concentrazione più forte di personale.

Il margine operativo lordo del gruppo Ebitda è di 4,6 milioni, il fatturato di 42, destinati appunto a raddoppiare nel 2022. Mercato Centrale apre a Torino il 13 aprile. A Milano approderà a novembre. Progetto e realizzazione faranno salire a cinque questi templi del cibo di qualità a brand Firenze. L’apertura a Roma è datata 2016, alla stazione Termini. Nel 2017 l’inaugurazione delle Banche del Mercato Centrale nel centro commerciale “I Gigli”. Le previsioni di ulteriore crescita vengono stimate, nel 2022 2017-2002 al centodieci per cento. I numeri a decretare il clamoroso successo di Mercato Centrale. Un autentico exploit di un format moderno e originale. I colossi della grande distribuzione organizzata cominciano a prenderlo a modello. La formula vincente di Mercato Centrale consiste nel recupero e nella gestione di grandi e suggestivi spazi nel cuore delle città. Attraverso l’affidamento di porzioni in cambio di royalty sui fatturati ad artigiani, che in questi luoghi somministrano e vendono nelle loro botteghe.

Mercato Centrale conta di concludere a breve un accordo con Cortilia, che a Milano va alla grande: sui propri banchi e a casa dei clienti porta prodotti che arrivano direttamente dagli orti. Gestiranno il servizio insieme attraverso una app. Ma è su Torino che in questo momento sono concentrati il presidente e l’ad di Mercato Centrale. L’obiettivo è di restituire ai torinesi e ai turisti spazi da vivere e condividere nel segno del mangiare e del bere bene. La funzione storica del mercato interpretata come piazza di scambio, incontro, condivisione. A Torino il progetto Mercato Centrale ha vinto la gara bandita da una cooperativa per la concessione del diritto di superficie per novantanove anni del Centro Palatino. Il fabbricato di settemila metri progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas, a Porta Palazzo. In tutto 4.500 metri quadrati a disposizione.

Al piano terra il carattere peculiare del Mercato anche nel nuovo: ventuno artigiani, alcuni già presenti nella struttura fiorentina, come Savigni, la Torata, Savini Tartufi. E alcune eccellenze piemontesi: la stella Michelin Davide Scapinna, il gelatiere Alberto Marchetti, una torrefazione, un mulino, e la Farmacia del Cambio in qualità di gestore del ristorante. Al primo piano, l’abbigliamento, la scuola di cucina, il laboratorio, le aule didattiche. In più, lo “Spazio fare”, a disposizione di chiunque lo desideri per presentazione di libri, dibattiti, incontri. Il parcheggio per 150 posti auto è ricavato dalle Antiche Ghiacciaie, avute in concessione.

Prossima l’installazione di Radio Mercato, la web radio diretta da Alessio Bertalot, creata nel 2016. A Milano dove? In Stazione Centrale, dove sono in corso di ristrutturazione 4.400 metri, su due piani. Vi troveranno posto botteghe per una ventina di artigiani. Ma poi, dove andrà a parare Mercato Centrale dopo l’apertura novembrina a Milano? Al momento non sono previsti progetti in altre città d’Italia. Il motivo è chiaro e semplice: Mercato Centrale non intende smarrire la propria identità. Sarebbe pazzesco snaturarla. Cibo e cultura, incontrandosi, danno vita a un forte fenomeno di aggregazione. Deve essere questo il punto fondamentale di ogni iniziativa, mai dimenticarlo.

FRANCO ESPOSITO