Riprendere la collaborazione scientifica con l’Italia. È questo l’obiettivo del Ministerio de Relaciones Exteriores y Movilidad Humana dell’Ecuador. L’idea primaria è quella di riavviare il Programa de Cooperacion tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) italiano e la Secretaria de Educacion Superior, Ciencia, Tecnologia e Innovacion (Senescyt) ecuadoriana.

Secondo quanto ha reso noto la Cancelleria dell’Ecuador, l’ambasciatore del Paese sudamericano a Roma, Nelson Robelly, ha già avuto una riunione con Massimo Inguscio, presidente del CNR, al quale ha manifestato il desiderio di oltre una quindicina di università di sottoscrivere accordi per lo sviluppo di progetti scientifici. Durante il meeting Inguscio ha ribadito l’interesse italiano di iniziare lavori congiunti e a tal proposito ha anche parlato di una possibile visita di una missione scientifica italiana a Quito, al fine di incontrare la controparte ecuadoriana. Il Programa de Cooperacion tra la CNR e la Senescyt è stato sospeso nell’agosto 2018 e la sua ripresa permetterà ad entrambe le istituzioni di lanciare progetti di ricerca congiunti in diversi settori, dall’energia alla sicurezza ed altri ancora.

Il CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, è il più grande ente pubblico di ricerca italiano e ha il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare tutte quelle attività di ricerca scientifica e tecnologica in svariati campi. Il CNR, che ha la propria sede a Roma, è sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. L’origine del CNR è ormai quasi secolare: fu infatti creato il 18 novembre 1923 per poi essere trasformato nel 1945 in organo dello Stato. Attualmente ha un bilancio che sfiora il miliardo di euro, con oltre 7.000 addetti. La sede del CNR è a Roma in Piazzale Aldo Moro.

La rete scientifica del CNR si dipana attraverso sette Dipartimenti: scienze biomediche; scienze fisiche e tecnologiche della materia; scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente; scienze chimiche e tecnologiche dei materiali; ingegneria, ICT e tecnologie per l’energia; scienze bio-agroalimentari e infine scienze umane e sociali patrimonio culturale.