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L’interruttore più veloce al mondo? L’ha realizzato un italiano negli Stati Uniti. Non c’è da restare sorpresi, i nostri connazionali ormai ci hanno abituato all’eccellenza. Questa volta, l’italiano famoso, è un giovane ingegnere, con una brillante carriera in Italia che ha avuto la proposta di lavorare ad un progetto ambizioso: realizzare l’interruttore più veloce al mondo. Davide Leoni, non ha esitato un istante ad accettare la proposta dell’azienda americana Atom Power. L’ingegnere elettronico bergamasco – originario di San Paolo d’Argon, paesino di meno di 6 mila abitanti –negli States ha infatti contribuito alla realizzazione del primo interruttore industriale a stato solido omologato UL per la vendita negli Stati Uniti. Classe ’81, laureato al Politecnico di Milano in ingegneria elettronica, Davide Leoni lavorava presso Asea Brown Boveri (ABB). Poi la decisione di far parte di un progetto importante. "Quel treno che passa una volta sola" – racconta l’ingegnere italiano. E cosi, senza pensarci troppo, Davide Leoni si é trasferito negli Stati Uniti. "Non potevo assolutamente rischiare di perdere un’occasione del genere in quel momento della mia vita". A scoprire e chiamare lo studioso bergamasco la Atom Power, piccola azienda americana di Charlotte, North Carolina, specializzata in interruttori industriali, dove ora Davide Leoni è Hardware Architect e si occupa di progettazione e testing. Proprio qui, l’ingegnere italiano contribuisce alla realizzazione dell’interruttore più veloce sul mercato. "Mi è sempre piaciuto viaggiare e professionalmente parlando gli Stati Uniti hanno rappresentato la mia aspirazione più grande sin dalla fine degli studi universitari – racconta Davide –. Una cosa che apprezzo molto qui è la meritocrazia in campo lavorativo: contano veramente solo le tue competenze. Basti pensare che più di un terzo del nostro gruppo di ricerca e sviluppo non è statunitense. Io arrivo da un piccolo paese della provincia di Bergamo e sono responsabile della definizione della struttura del prodotto, del coordinamento tra progettazione elettronica, software, meccanica, e testing di questa realtà aziendale americana". Negli Stati Uniti il 37enne si occupa in particolare dello progettazione e dello sviluppo di interruttori ad elevata potenza. "Per il prodotto di cui sono responsabile coordino la progettazione meccanica e i test – spiega Davide –. Il prodotto che stiamo sviluppando è un interruttore industriale, come quelli che abbiamo nei quadri elettrici di casa, ma di potenza maggiore. Mentre gli interruttori attuali sono puramente meccanici e impiegano un tempo relativamente lungo per effettuare la commutazione, quello che stiamo sviluppando è molto più veloce. Approssimativamente mille volte. Non produce scintille e non è non soggetto a usura perché è completamente elettronico. Ad oggi, è l’unico interruttore al mondo in grado di offrire queste prestazioni". "In caso di guasto, è in grado di sospendere l’erogazione di corrente in qualche milionesimo di secondo, e questa sua velocità è molto utile per applicazioni sensibili che richiedono una rapida risoluzione dei guasti – spiega ancora Davide –. Pensate ad esempio ai server Internet, che possono perdere tutte le informazioni se manca la corrente anche solo per un istante". Davide è uno dei bergamaschi che ha deciso di lasciare il Bel Paese per crearsi una carriera, e soprattutto una prospettiva di crescita all’estero. Ma come è finito proprio a Charlotte? "Ho sempre avuto la passione per il viaggio – dice –. Dopo la laurea, nel 2007 ho lavorato come progettista software al Gsi di Darmstadt in Germania, un centro di ricerca di fisica atomica responsabile della scoperta di diversi elementi chimici transuranici. Concluso il mio anno all’estero, nel 2008 sono tornato in Italia e ho iniziato a far parte di una multinazionale svizzera operante nel settore della robotica, energia ed automazione. La sede di Bergamo verte sugli interruttori elettrici di bassa tensione. Nel mio ruolo di sviluppatore hardware, ho progettato diverse schede elettroniche. Nel 2016 ho trascorso un breve periodo a Raleigh, nel North Carolina, per un progetto commissionato dalla Marina degli Stati Uniti. La mia esperienza è terminata a dicembre 2017. Ma poi ho fatto il salto e mi sono quindi trasferito qui a Charlotte lavorando per Atom Power". Charlotte è pressoché sconosciuta al di fuori degli Stati Uniti ma è una città in fortissima espansione tecnologica e produttiva: "Richiama ogni giorno molti americani del Nord-Est attratti da una migliore qualità della vita a un costo inferiore. Charlotte è il secondo polo bancario del Paese, ma anche la sede di molte imprese del comparto tecnologico, soprattutto nel settore dell’energia, nel quale si colloca appunto la mia azienda. È una città decisamente variegata, con un paesaggio che passa dai grattacieli di Uptown alle tipiche casette in legno della vastissima zona residenziale a sud. I quartieri ad ovest sono invece fitti di locali e micro-birrerie, mentre a nord si trova il lago Norman, un’ottima destinazione per una giornata all’aria aperta". Ma qual è stata la scintilla che ha spinto Davide Leoni ad andarsene dall’Italia? Lo spiega lui chiaramente, "Dopo diversi anni in Italia avevo la sensazione che la mia carriera lavorativa non procedesse lungo la direzione che volevo, con poche prospettive di crescita all’orizzonte. Io sono ancora fermamente convinto che il nostro Paese abbia un potenziale enorme, una cultura e una storia che tutto il mondo ci invidia. Noi stessi, come italiani, abbiamo una capacità e un’inventiva eccezionali. Ma è proprio per questo che da tutti noi deve partire un riscatto corale, una voglia generale di rimettersi in gioco, di smetterla di piangersi addosso. Altrimenti le cose non si risolveranno mai e chi ne avrà l’occasione continuerà a cercare opportunità migliori altrove. Durante il tuo viaggio potrai cadere molte volte, ma la cosa importante sarà rialzarsi subito e riprendere il cammino. È questa la lezione che gli Stati Uniti mi stanno insegnando". Lezioni importanti ma anche tante soddisfazioni che per il cervello italiano, sono arrivate subito. Insieme con un team di ingegneri e specialisti, ha realizzato l’interruttore più veloce sul mercato. Un invenzione che sarà utilizzata prima in una versione industriale, per aziende specializzate e poi in un a versione rivolta ai servizi al pubblico. Proprio per rendere piùveloci ed efficienti le operazioni di tutti i giorni. "Rispetto alla tecnologia meccanica mille volte più veloce. Stiamo valutando anche una versione residenziale", promette l’ingegnere bergamasco nel team di Atom Power. L‘interruttore elettronico è un prodotto altamente innovativo che, oltre ad essere infinitamente più veloce, offre diversi benefici rispetto alle soluzioni tradizionali dei "vecchi" interruttori meccanici. "Gli interruttori meccanici hanno una leva, collegata ad un meccanismo, che tramite un sistema a molle apre e chiude il contatto – spiega Leoni – . Se ci sono guasti o cortocircuiti questi interruttori generano delle scintille o addirittura piccole esplosioni. Cosa che non accade, invece, con un interruttore elettronico, che si rivela dunque perfetto in ambienti a rischio (miniere, raffinerie, ecc.), in cui una scintilla di troppo potrebbe causare davvero seri problemi. Ma a cambiare è soprattutto la velocità: mentre gli interruttori meccanici impiegano circa qualche decina di millisecondi ad effettuare la commutazione, quelli elettronici sono circa mille volte più veloci". Interessante anche l’applicazione per i data center, infrastrutture molto sensibili ai guasti dove con la perdita di corrente anche per un istante si rischia di compromettere milioni di dati. "Questi interruttori sarebbero la soluzione ideale – sottolinea – , perché sono così veloci che commutano su delle batterie tampone senza causare nemmeno un minimo di sbalzo di tensione, permettendo al sistema di continuare a funzionare regolarmente. Si parla di decine di microsecondi". Gli interruttori elettronici di Atom Power possono anche essere controllati da lontano o via internet. "Con un qualunque browser, ovunque nel mondo, si può gestire l’interruttore a distanza ed avere accesso a tutti i parametri, come i dati di consumo, i guasti e tanto altro ancora – spiega Leoni – . Un servizio utilissimo per aziende che hanno utenze in località remote". La velocità, oggi è certamente chiave di successo e se è vero che in certi ambiti sono i secondi a fare la differenza, nel caso degli interruttori industriali si parla addirittura di microsecondi, la milionesima parte di un secondo, meno di un istante. Ecco perché, questa invenzione e ‘cosi importante. L’interruttore più veloce del mondo sarà disponibile sul mercato entro la fine dell’anno, e ci sono già dei clienti interessati (colossi che operano nel campo dei social e del settore bancario) che hanno commissionato ad Atom Power dei dispositivi che andranno a funzionare a fianco degli interruttori tradizionali. "Si tratta di primi clienti, che faranno un po’ da tester. Proveranno il prodotto in un certo senso", spiega Leoni. Ma la sfida dell’ingegnere italiano e del team di Atom Power non si ferma qui, l’obiettivo come anticipato prima, è la larga distribuzione. Verso utenti privati, con lo scopo di migliorare e velocizzare i servizi. "C’è la possibilità che in futuro realizzeremo qualcosa di più piccolo e scalabile, in questo caso più che la velocità conterà la connettività. Quella dell’ambito civile è una prospettiva che come Atom Power stiamo valutando".