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Sono incazzato perché non si trovano più le bombole di ossigeno.

Sono incazzato perché mancano le mascherine. Non le trovano i cittadini  e mancano anche negli ospedali.

Sono incazzato perché nell’intera Asl To4 (tre ospedali, Ciriè, Ivrea, Chivasso) c’erano poco meno di una ventina di posti letto per le terapie intensive e sono finiti, così come quelli (un’altra decina) inventati tra un reparto e l’altro. Era da anni che il Nursind (sindacato degli infermieri), inascoltato, lo denunciava.

Sono incazzato perché non in tutti i Comuni si stanno sanificando strade, scuole e uffici.

Sono incazzato perché l’Asl To4 non ci dice chi è morto e dove è morto e per quei pochi dati che stiamo pubblicando dobbiamo dire grazie a medici e infermieri.

Sono incazzato perché hanno quasi smesso di fare i tamponi.

Sono incazzato perché io questi flash mob dal balcone, tolto il primo, non li sopporto più e non c’è musica che potrà lenire il dolore per i morti.

Sono incazzato nel vedere sindaci lasciati al loro destino umiliati e costretti (come il sindaco di Ivrea) a stare davanti ad un telefonino per inutili video in cui comunicano l’apertura e la chiusura degli uffici comunali.

Sono incazzato e ringrazio medici e infermieri in trincea senza armi e protezioni. E guai a quel politico o a chi da dopodomani mi dirà che il “privato” è bello. Che ci diano una mano allora.. (gran figli di….).

Sono incazzato perché la gente continua ad andare nel supermercato che più gli piace e non in quello più vicino. E lo fa perché non si è spiegato loro a chiare lettere che il virus si trasmette in via aerea ma anche toccando e ritoccando i prodotti sugli scaffali, le monete e le banconote (due o tre giorni a detta del virologo Burioni ospite da Fabio Fazio).

Sono incazzato perché di controlli se ne stanno facendo pochi.

Sono incazzato perché su social si scrivono un mucchio di cazzate e alle cazzate non c’è mai limite.

Sono incazzato perché abbiamo perso mesi a litigare sulla Tav, sui soldi che si spenderanno e sull’utilità e inutilità dell’opera e oggi scopriamo che nel paese con la migliore sanità del mondo c’erano meno di due mila letti per le terapie intensive, mentre in Germania ce ne sono più di 20 mila.

Sono incazzato perché adesso so che hanno ragione i No tav e quei soldi sarebbe meglio spenderli negli ospedali.

Sono incazzato perché non c’è nulla ma proprio nulla che mi dica che ce la faremo a ripartire.

Sono incazzato perché ho già visto piangere più di un commerciante che non sa se e come riuscirà a riaprire.

Sono incazzato perché le fabbriche chiudono ma al Centro di distribuzione Amazon si lavora e se ne fottono di un caso accertato di Coronavirus.

Sono incazzato perché sto qui, chiuso in una redazione, ad aggiornare un sito internet con tutto quello che può essere utile all’informazione e non so più se questo abbia un senso.

Sono incazzato perché da 10 giorni non vedo e non abbraccio mia madre.

E dico “incazzato” perché la parola “arrabbiato” non descriverebbe a sufficienza quel che sento.

Liborio La Mattina, Direttore La Voce del Canavese