Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro (depositphotos).

Egregio Direttore, ci mancava solo il Presidente del Brasile Bolsonaro, che ha scoperto il motivo per cui in Italia il Coronavirus si è talmente diffuso, da essere il Paese più colpito, dopo la Cina: "In Italia ci sono troppi vecchi, ha detto, perciò la pandemia ha colpito di più!". Un parallelismo odioso e anche non suffragato dalla Scienza, perché il virus non conosce età; semmai, i più anziani sono più esposti alle conseguenze nefaste, ma questo è altro discorso. A Bolsonaro vorrei replicare di guardare più approfonditamente all’interno della sua Nazione, specialmente nelle favelas di Rio, dove i bambini (e non i vecchi) sono oggetto di violenze continue, prede anche della delinquenza organizzata, e, ancora più orrido, ammazzati per espiantare i loro organi venduti al mercato nero.

Nel mio piccolo, comunque, vorrei fare alcune considerazioni, che si discostano dai numerosi e spesso ripetitivi interventi di "esperti" e opinionisti, che hanno l’ambizione di spiegarci l’origine di questo maledetto virus o dissertano sui poteri di limitazione delle libertà fondamentali (Governo o Governatore?), trascurando la vera domanda che il cittadino pone: quando finirà questo incubo? Sia chiaro, comunque, che la corretta informazione istituzionale, come sta avvenendo nel nostro Paese, sulle regole igieniche e comportamentali dei cittadini è fondamentale per tutti, colpiti o meno dal coronavirus. E lo sforzo che in questi momenti stanno facendo gli organi di informazione è notevole. Così come è straordinaria l’abnegazione di tutto il personale sanitario italiano, impegnato in una lotta dove il nemico è invisibile. E quando parlo di personale sanitario non mi riferisco solo a quello, in prima linea, ospedaliero. Parlo anche della Croce Rossa, delle Associazioni di Volontariato, della stessa assistenza sanitaria privata.

Ma vengo a un aspetto che ci viene ogni giorno ricordato, quasi come una maledizione, che l’Italia si porta appresso. Parlo dei cosiddetti "anziani". Ci è stato detto (per la mia età, sono ovviamente anch’io nell’elenco) che la categoria dei vecchi è quella più a rischio, e questo ci sta, per le difese immunitarie più scarse e per le inevitabili patologie croniche che l’anziano ha già. Non ci sto, invece, e non parlo solo per me, quando in piena crisi emergenziale per i posti letto di rianimazione mancanti, si era ipotizzata una strategia di "assistenza selettiva", come a dire: "Salviamo i più giovani, perché gli anziani hanno in ogni caso poco da vivere". Il bene primario della vita non ha età, e non c’è bisogno della Costituzione per ricordarlo. Quando muore specialmente una mamma è così odioso sentirsi dire: "Quanti anni aveva?". Sono stanco, Direttore, di sentire ovunque "anziano", come zavorra di cui liberarsi. E l’ineffabile Presidente inglese Boris Johnson pare abbia trovato la ricetta, per ringiovanire la Gran Bretagna: "Preparatevi a perdere i vostri cari". Salvo, poi, a ricredersi, in parte, perché la sua fidanzata si è ammalata di Coronavirus, ipotizzando almeno 3 mesi di isolamento per gli ultra 70enni. Non poteva fare altrimenti, perché la Regina, ultranovantenne, se ne è andata con il marito nella tranquilla tenuta di Windsor.

Mi sento, perciò, quasi in colpa di vivere ancora, anche se sono pienamente attivo, e, forse, utile ancora, visto che appena una settimana fa ho organizzato una seduta di laurea straordinaria, via telematica, nell’Università dove ancora insegno Diritto Amministrativo, ed ho consentito a molti miei laureandi (ne avevo 10) di conseguire il titolo magistrale per poter accedere a concorsi interni. Fino ad ora, era l’Inps che ci ricordava che il sistema pensionistico stava collassando, perché l’Italia è un "Paese di vecchi". Poi, la "moderna" politica (con la " P " minuscola di questi tempi) ci ha ricordato che era "tutto da rifare", alla Bartali, rispetto al passato, immettendo nei gangli della pubblica vita istituzionale giovanotti che hanno mostrato tutto il loro "valore e cultura", a cominciare dal lessico della nostra lingua. In questa gara, per la verità, c’è l’imbarazzo della scelta, a cominciare dall’ex Presidente Renzi, che per primo parlò di "rottamazione", inducendo anche la giovanissima ministra Madia a mettere mano ad una legge che proibisce ai pensionati di poter dare il loro contributo di sapere ed esperienza nella P.A. (questa emergenza ha dimostrato quanto sbagliata ed improvvida fu quella disposizione: hanno dovuto richiamare medici, paramedici, ex impiegati, dal proprio domicilio, per chiedere il loro aiuto negli ospedali, carenti di personale!).

Si dice da più parti che questa "guerra del Coronavirus", quando sarà passata, troverà un mondo cambiato dall’oggi al domani; niente sarà più come prima. Speriamo che anche i "rottamatori" di oggi capiscano la lezione che la legge della giungla dove il leone più giovane e forte caccia dal branco il vecchio leader di una volta, non vale per la specie umana, dove la forza non è nei muscoli, ma nell’intelligenza e nel sapere; ed in questo gli "anziani" possono dare vere lezioni, soprattutto chi partecipa alla vita sociale, economica, culturale e civile del Paese. Ed è ancora pronto a fare la sua parte, come sta facendo così egregiamente il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che di anni ne ha 79, o Papa Francesco che lo scorso 17 dicembre ne ha fatti 83.

Franco Bianco

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