Il putiferio sull’isola. Fuggi fuggi di isolani, allo sbarco del primo traghetto e del primo aliscafo provenienti da Napoli e Sorrento. Impauriti, spaventati, gli abitanti di Capri presenti sul molo del porto, a Marina Grande. I natanti di linea hanno scaricato cinquecento persone nel giro di minuti. Sbarchi simultanei: disattese le disposizioni sanitarie in materia di contenimento dell’epidemia da coronavirus. In un clima di affollamento e di confusione. Peggio di così non poteva andare l’inizio della prima giornata di quello che doveva essere il ritorno alla normalità di Capri, come previsto dalle norme che la Fase 2 contiene. La tensione ha abitato l’isola per alcune ore.

Indignato il sindaco Marino Lembo, immediato mittente di una lettera indirizzata al governatore regionale De Luca, al prefetto, al direttore generale della Mobilità regionale, alle compagnie di navigazione che operano nel Golfo di Napoli e alla Capitaneria di porto di Napoli. Duri i toni, esplicito il contenuto. "Le immagini parlano chiaro. Nessun distanziamento sui natanti ha dato luogo a promiscuità a bordo dei passeggeri. In palese contrasto con tutte le misure di sicurezza richieste dai provvedimenti nazionali, regionali e locali. Corse e sbarchi in simultanea, a bordo si è viaggiato addossati". Cinquecento sbarchi praticamente in simultanea. Novantaquattro dalla prima nave partita da Napoli; 113 arrivi dalla linea veloce da Castellamare di Stabia e Sorrento; 140 pendolari a bordo degli aliscafi; 97 con la seconda nave arrivata da Napoli. Tutti insieme, non appassionatamente.

"La prova generale della Fase 2 deve ritenersi bocciata. Un autentico fallimento, e non certo per colpa o mancanza dell’amministrazione comunale di Capri", è questo un altro passaggio della lettera del primo cittadino dell’isola indirizzato alle autorità regionale. La protesta degli isolani si è manifestata immediatamente, di buon mattino, all’atto degli sbarchi-invasione. Code e assembramenti di pendolari (484) sui moli del porto commerciale e, a seguire, l’attesa per i controlli medici di routine. Nessun distanziamento sociale, niente. 484 persone in simultanea all’attracco delle imbarcazioni, ma per fare cosa a Capri? Operai alle dipendenze di ditte che operano sull’isola la maggioranza dei passeggeri; dipendenti di imprese specializzate, più il personale di servizio presso l’ospedale Capilupo; e, in piccola parte, impiegati nella Sanità e operatori delle forze dell’ordine. Tutti ammassati al porto di Marina Grande. L’indignazione del sindaco Lembo ha raggiunto livelli molto alti.

"Sicurezza e ordine pubblico sono sfuggiti di mano sul porto di Capri. A Napoli e Sorrento non sono stati effettuati controlli dedicati alla sicurezza". Accuse indubbiamente gravi, ma circostanziate, provate dai filmati e dalle informazioni di prima mano che il sindaco di Capri ha raccolto da fonti degne di credibilità. "A Capri, poi, non c’è stata la minima collaborazione da parte del personale della compagnie di navigazione in banchina, al momento degli sbarchi". Momenti di subbuglio che il primo cittadino caprese non intende rivivere. E soprattutto non vuole assolutamente che possa ripetersi un simile sconcio. La lettera spedita tra gli altri al governatore regionale Vincenzo De Luca contiene alcune richieste. E tutte perentorie.

"L’aumento delle corse previa approvazione della nostra amministrazione comunale. Il distanziamento degli orari. Il distanziamento degli accosti ai moli. Nessuna contemporaneità tra arrivi e partenze. Controlli capillari nei porti di Napoli, Sorrento e Castellamare. Rispetto della percentuale massima di capienza di traghetti e aliscafi rispetto alle misure anti-contagio varate dal Governo". Più chiaro di così davvero non si può. L’ira funesta del sindaco Lembo sbollirà solo nel momento in cui viaggi e sbarchi sull’isola avverranno nel rispetto delle norme dettate dal premier Conte attraverso i suoi decreti. La verifica a breve, in questo week-end e all’inizio della prossima settimana. Il sindaco chiede atti ufficiali, carta canta.

"Ancora non siamo a metà maggio e già si è verificato qualcosa di molto spiacevole sulla nostra isola. Nuovi drastici provvedimenti sono indispensabili. Altrimenti nei prossimi mesi rischieremo di essere travolti. Capri deve riappropriarsi in serenità della sua storica meravigliosa maniera di vivere che tutto il mondo ci invidia". E non strozzata dall’affollamento incontrollato, dopo aver sopportato con dignità e doveroso contegno l’enorme letale pesantezza del coronavirus.

di FRANCO ESPOSITO

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