L’affare s’ingrossa. La problematica degli italiani bloccati all’estero continua a suscitare grande attenzione (e in particolar modo sdegno) non solo in Uruguay e in Argentina, ma anche nel BelPaese. Come ricorderete, questo è un argomento che a noi de ‘La Gente d’Italia’ sta particolarmente a cuore perché ne va della dignità e della sicurezza di questi nostri connazionali che hanno tutto il diritto di rimpatriare.

Dopo la politica che in versione bipartisan si è schierata anch’essa a nome della tutela di questi italiani, anche i media nazionali e internazionali hanno cominciato a occuparsi di questa situazione incresciosa, frutto di un pressappochismo e di un menefreghismo difficili da riscontrare altrove. Dalla Farnesina e dai rappresentanti locali, tante parole, pochissimi fatti. Praticamente nulli. E ieri anche un altro prestigioso quotidiano come “Il Tempo” ha dedicato quasi una pagina alla denuncia di Leonardo Sporoni, un romano che non riesce a far ritorno in Italia insieme ad altre 120 persone. Parole dure quelle raccolte dal giornalista Massimiliano Gobbi, dove in pratica Sporoni racconta di essere bloccato in Uruguay da due mesi.

Un duro attacco poi nei confronti dell’Ambasciata di Montevideo, colpevole di non dare informazioni necessarie. In più, spiega Sporoni, sono presenti in Sud-America anche anziani con problemi di salute, persone in difficoltà economiche e altre che hanno urgenza di rientrare per motivi di lavoro. Poi un refrain già sentito in più occasioni: molti voli sono stati cancellati e le proposte ricevute sono diventate un tabù. “Ho trovato un volo da 3mila dollari con scalo a San Paolo, ma il rischio di trovarlo cancellato senza la possibilità di un rimborso è elevato”, ha spiegato Leonardo.

Una situazione tragicomica che dovrebbe fare riflettere chi rappresenta gli italiani all’estero, ma anche chi lavora al ministero degli Esteri. Sull’ipotetico volo del 3 giugno, Sporoni ha detto di aver saputo che alcuni connazionali hanno avuto una comunicazione in tal senso. Lui no: “Spero che lo Stato questa volta riesca ad aiutarci, fino a ora non l’ha fatto”. Non è un bel sentire, proprio no.