L'ambasciata italiana a Washington D.C.

Si è aperta una nuova corsa all'oro. Ma questa volta non si tratta delle pepite della California. Sono i passaporti. Colpa della pandemia, di una certa instabilità politica e soprattutto sociale che sta colpendo gli Stati Uniti, ormai una nazione divisa e riunirla, ammesso che lo sia mai stata, non sarà facile. Così i cittadini americani, invece che essere orgogliosi del proprio passaporto, ne stanno cercando un altro, come si dice qui 'just in case...'.

Già giusto nel caso in cui si dovessero verificare situazioni ingestibili. Ecco allora che andando a guardare quali sono i passaporti più gettonati, l'ha sottolineato anche il New York Times, l'Italia si trova ai primi posti, se non il primo assoluto. Lo conferma Italian Citizenship Assistance, un'organizzazione che si è appunto specializzata nel fornire assistenza, ovviamente a pagamento, a tutti coloro che hanno le prerogative per diventare cittadini italiani. "Abbiamo visto le persone che ci hanno contatto da maggio in avanti - ha confermato al NYT il fondatore della Italian Citinzenship Assistance Marco Permunian - aumentare di cinque volte rispetto allo scorso anno. Stiamo ricevendo così tante richieste che non siamo nemmeno in grado di esaudirle tutte".

E dire che la società ha un team formato da 48 persone che offrono l'aiuto di cui le persone necessitano, anche solo per iniziare le procedure, ma prima ancora per verificare se ci sono gli estremi per poter ottenere l'adesso tanto agognato passaporto italiano. E gli esempi sono tanti. C'è Ms. Julian Calisti, cresciuta a Chicago, ora residente a Nashville i cui nonni sono originari di Bagni di Lucca in Toscana. "La pandemia mi ha portato a pensare alle cose fondamentali - ha spiegato - guardi a ciò di cui hai bisogno, la mia famiglia non le cose". E così non appena otterrà il documento ha intenzione di trasferirsi in Italia con la madre di 73 anni e la figlia di 9. "Qui - ha aggiunto - non c'è senso di unità".

Gia... E come lei la pensano così in tanti. "Anche le cose più semplici sono diventate politicizzate - ha spiegato Anjelica Triola, 34 anni, che guida il marketing di una società che aiuta i freelancers a far crescere i loro business e che ha ovviamente origini italiane - I miei nonni sono venuti qui, negli Stati Uniti, per essere liberi e c'è adesso una intera generazione che sta cercando di tornare indietro". E se la cittadinanza italiana è ricercata in particolari dai tantissimi italo-americani che vivono negli States, ci sono anche altre nazioni che la offrono a quelle persone che acquistano proprietà all'interno dei loro confini oppure effettuano investimenti.

E anche questi Paesi, come ad esempio Cipro, sono stati in questi ultimi mesi sommersi o quasi da richieste, anche se queste ultime si pagano davvero a caro prezzo. "Per tanti nostri clienti il Coronavirus è stato il punto di svolta - hanno spiegato da Henley & Partners UK società specializzata nel consigliare e gestire questo genere di pratiche - nel primo quadrimestre le richieste sono state una volta e mezzo superiori rispetto allo stesso periodo del 2019". E recentemente, il mese scorso la stessa società ha pubblicato l'Henley Passport Index, che misura periodicamente i passaporti più adatti ai viaggi in tutto il mondo, i più potenti così sono chiamati, terzo report del decennio.

Prima del COVID-19, il mondo godeva di una maggiore libertà di movimento, rispetto a qualsiasi periodo storico precedente: traffico aereo in costante aumento, per decenni, e il titolare-medio di un passaporto godeva dell'accesso con o senza visto a 107 destinazioni globali. Poi ecco il Coronavirus e i divieti. E se dalla graduatoria si può osservare come il passaporto del Giappone sia quello che apre più porte, 191 destinazioni in tutto il mondo, l'Italia si piazza al quarto posto con 188 mentre gli Stati Uniti sono settimi con 185. La classifica comunque, come sottolinea Henley & Partners, non tiene conto dei divieti temporanei, ma si evince chiaramente come il passaporto USA, una volta di enorme valore e prestigio, abbia perso il proprio potere, almeno per quello che riguarda i viaggi. E non si deve dimenticare che, in seguito agli attuali divieti europei, il passaporto a stelle e strisce si colloca sullo stesso livello di libertà di viaggio tra Messico (25º con uno score di 159) e Uruguay (28º con 153). C'era una volta l'America Dream.

di ROBERTO ZANNI