Caro Direttore, a meno di due settimane dal voto, i sostenitori del non sono riusciti a trovare un solo motivo di merito che giustifichi questa inedita e masochistica amputazione del Parlamento. Neanche uno. Leggete le loro dichiarazioni, fateci caso. Luigi Di Maio parla di “modernizzazione” del sistema istituzionale, ma cosa vuol dire? Mistero. Un mistero così fitto da indurre il presidente del Consiglio a dichiararsi favorevole al taglio con argomenti negativi: “Non pregiudica la funzionalità del Parlamento“, ha detto Conte.

Ora, a parte che centinaia di autorevoli costituzionalisti sostengono il contrario, cioè che in caso di vittoria dei la funzionalità del Parlamento risulterebbe menomata, che razza di argomento è quello di Giuseppe Conte? Ci si sottopone a un’operazione chirurgica per stare meglio: il fatto che l’operazione non sia letale non è una ragione sufficiente per metter mano al bisturi. Ma poiché non esiste un solo argomento a sostegno della tesi per cui l’efficacia e l’efficienza del Parlamento risulterebbero accresciute in caso di vittoria dei , si ragiona in negativo o si parla d’altro.

Campione di benaltrismo è il segretario del Pd. Sostenendo che quella dei risparmi è una falsità da respingere e che il valore della riforma costituzionale che riduce la rappresentanza democratica non sta nella riforma in quanto tale, ma nelle riforme che eventualmente verranno dopo, ieri Nicola Zingaretti ha affrancato il Pd dallo spirito costituente repubblicano e lo ha sottomesso alla retorica anti Casta di Di Maio. Fossi un elettore del Pd sarei furibondo. Non essendolo, ringrazio Nicola Zingaretti: non potevamo sperare in uno spot più efficace per il No. Anche per questo #IoVotoNo

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Caro Direttore, il mondo é cambiato, su questo non ci piove! Una visita di piacere in Spagna mi ha permesso di verificare con mano una nuova esperienza, dopo 10.000 ore di volo in tutta la mia vita. Per entrare in Spagna abbiamo bisogno di una dichiarazione semplice di non aver avuto febbre o qualche sintomo. In arrivo a Barajas, il terzo aeroporto più grande d’Europa, già da subito possiamo verificare che il settore turistico è in crisi severa. Il traffico é infinitamente più piccolo in un paese dove il turismo è un’enorme fabbrica senza ciminiere. All’aeroporto di Carrasco, il più moderno del continente, funziona tutto alla perfezione, il Free Shop é aperto anche se il personale è ridotto.

In Spagna già vediamo subito le differenze. La densitá umana é diversa, tutti con la mascherina, anche se i 100 € di multa per non portarla è un fattore determinante. In uno dei centri turistici più grandi del paese come Ibiza, Palma de Mallorca e tutte le splendide isole, chiuse le discoteche, pochi ristoranti aperti, molti negozi chiusi e un lamento continuo da parte di tassisti, camerieri e tutti gli operatori. Secondo la maggior parte, si lavora al 15% dello scorso anno. In aereo tutto diverso! Mascherina obbligatoria durante tutto il tragitto, eccetto un massimo di 15 minuti per mangiare. Anche in business le hostess con guanti e mascherina, ti danno una scatola con un panino, un paio di scatolette di plastica con minuscole strane insalate e le solite bibite.

All’andata e al ritorno ho volato ad aereo pieno con un buon servizio a bordo ma la grande differenza l’ho trovata nell’estrema serietà delle autorità uruguaiane. Nessun passeggero può imbarcare in un aereo con destino Uruguay, senza un certificato PCR negativo di Covid19, quindi tutti coloro che hanno viaggiato con me hanno dovuto presentare al banco della compagnia un certificato negativo per poter imbarcare. Quando son tornato a casa mi son sentito sicuro di aver raggiunto un paese serio che assieme al Canada, é considerato sicuro dalle autorità europee. Ora ho due opzioni: restare in quarantena volontaria per 2 settimane o farmi un altro tampone una settimana dopo il mio ritorno. Senza dubbio viviamo in un paese che ha affrontato questa situazione eccezionale nel migliore dei modi! I risultati sono alla vista.

Stefano Casini