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“Procedere per l’area del Nord America all’adozione di modalità di controllo che consenta di superare l’obbligo di quarantena nei casi di accertata non positività” così da consentire il rientro dei connazionali da Canada e Usa evitando la quarantena di 14 giorni. Questo, in sintesi, quanto richiesto in una interrogazione che le deputate Pd Francesca La Marca e Angela Schirò hanno presentato al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri degli esteri, della salute e dell’interno, Di Maio, Speranza e Lamorgese, alla luce dell’entrata in vigore del nuovo DPCM del 7 settembre. “Le pur necessarie misure di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19 assunte nei diversi Paesi del mondo, sono diventate di fatto un pesante carico per le comunità italiane all’estero, sia sotto il profilo dei rientri in patria che per il blocco della mobilità e delle relazioni con l’Italia”, si legge nella premessa. “Le limitazioni si sono tradotte in un sacrificio umano che ha penalizzato le relazioni familiari, in una contrazione delle attività professionali e di studio e, sul piano degli interessi generali, in una perdita economica derivante dai rientri, in particolare per il “turismo di ritorno”; l’obbligo dell’isolamento fiduciario, imposto nei casi consentiti di ingresso in Italia, – annotano le due parlamentari – ha distolto molti connazionali dal fare ritorno, sia per difficoltà pratiche che per la non disponibilità di giorni sufficienti per poterlo assolvere”. “Le disposizioni prese a livello europeo, ispirate a salvaguardare il principio di mobilità, e quelle assunte nei riguardi dei Paesi della cosiddetta “lista verde” – riconoscono La Marca e Schirò – hanno aperto la strada ad un’evoluzione positiva capace di conciliare la sicurezza sanitaria con le esigenze personali di chi vuole rientrare nel Paese; dopo il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 settembre, che ha ripreso gli elenchi di Paesi contenuti nell’allegato 20 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 agosto, precisandoli nell’Allegato C che individua 6 gruppi di Paesi per i quali sono previste differenti limitazioni, il trattamento per chi risiede in Nord America risulta differenziato: per coloro che provengono dagli Usa sussistono le regole più restrittive previste per i Paesi dell’elenco E, mentre per il Canada quelle stabilite per i Paesi dell’elenco D. Regole che, in entrambi i casi, prevedono l’obbligo di quarantena”. Posto che “le soluzioni adottate negli aeroporti italiani in occasione dei rientri estivi hanno consentito di sperimentare efficacemente la verifica dello stato di salute attraverso i tamponi, consentendo di superare la pratica della quarantena”, le due deputate chiedono al Governo se non si ritenga di “procedere per l’area del Nord America all’adozione di questa modalità di controllo che consenta di superare l’obbligo di quarantena nei casi di accertata non positività, prevedendo la conformità di due tamponi, da realizzare a proprie spese, in partenza e all’arrivo, intanto per un Paese come il Canada, nel quale l’evoluzione della pandemia non si discosta dalla situazione che si registra in Italia, e per gli stessi Stati Uniti, dove l’evoluzione pandemica e la prospettiva della disponibilità a breve di un vaccino consigliano un’analoga soluzione”.