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“Calunniato da chi ha incarichi importanti grazie a me”, Fico cerca di mediare Terremoto 5Stelle. Dopo la sospensione dei servizi erogati dalla piattaforma Rousseau, Davide Casaleggio, presidente dell’Associazione intitolata al noto filosofo, è tornato a far rumore. E con un post pubblicato sul “Blog delle stelle”, ha tuonato contro l’ipotesi di trasformare il M5S in un partito. Parole, quelle pronunciate dal figlio del defunto guru e cofondatore del movimento grillino, che sembrano quasi annunciare una sorta di possibile scissione dopo le recenti polemiche interne sul ruolo stesso della piattaforma e, in particolare, sui finanziamenti destinati all’associazione. L’affondo di Casaleggio è arrivato ieri, nel giorno dell’undicesimo compleanno dei pentastellati, nati “proprio con alcune promesse agli iscritti e agli elettori che io non ho dimenticato e non posso sconfessare”, ha ricordato il presidente dell’Associazione Rousseau. “Garantiremo le attività che verranno richieste dal capo politico del M5s, così come abbiamo sempre fatto con serietà e lealtà, per la realizzazione del percorso che il Movimento riterrà di voler fare” ha poi proseguito. Tuttavia, ha aggiunto, con una nota polemica, “Ho dovuto sopportare insinuazioni, attacchi e calunnie nei miei confronti e nei confronti di mio padre anche da persone che grazie al nostro lavoro ricoprono oggi posizioni importanti”. E poi, ancora, sempre parlando del M5S: “qualora, per qualche motivo, si avviasse la trasformazione in un partito, il nostro supporto non potrà più essere garantito, dal momento che non sarebbe più necessario poiché verrebbero meno tutti i principi, i valori e i pilastri sui quali si basa l’identità di un Movimento di cittadini liberi e il suo cuore pulsante di partecipazione che noi dobbiamo proteggere”. Casaleggio ha quindi ricordato le promesse con cui il Movimento vide la luce, undici anni fa. “La prima di queste – ha sottolineato – è che non saremmo mai diventati partito, non solo come struttura, ma soprattutto come mentalità”. Molti, ha rilanciato Casaleggio “confondono la parola partito con una struttura organizzativa, ma in realtà è un’impostazione di potere. Il partito ha un gruppo di poche persone che decide tutto per tutti. Nel Movimento invece il potere si esercita dal basso e si trovano tutti i modi per garantire la trasparenza e la condivisione delle scelte tra gli iscritti”. Insomma: un attacco in piena regola, quello di Davide Casaleggio. Diretto. Che punta a destabilizzare ancora di più il Movimento. Trovando strenui oppositori, ma anche gente come Di Battista, pronta a spalleggiarlo.

STEFANO GHIONNI