Più che mai, senza retorica, senza lacrime, con la serenità che trasmettono i forti, bisogna guardare a Bergamo, alla Dea. Che singolare coincidenza avere una squadra che si chiama Dea: ispira sicurezza, forza, fantasia, vitalità, tutto quello che il Paese ha rischiato di perdere nelle città, nei paesini, nelle contrade che hanno reagito e si sono difese meglio di quei luoghi d’Europa oggi tormentati dalla pandemia. Una partita non giocata senza luttuose premesse può essere l’inizio della fine di un campionato che prima abbiamo difeso perchè restassero almeno un’evasione e un sorriso ai “prigionieri” del lockdown, così come oggi gli chiediamo quel supporto di ottimismo da opporre ai catastrofisti e ai negazionisti. Il peggior derby di tutti i tempi, con improvvida negazione delle regole.

Juve e Napoli non giocano. Forse anche il Bologna, l‘Udinese, il Verona e lo Spezia sconfitti, il Cagliari macinato dall’Atalanta almeno un motivo per non giocare l’avevano: ma il verbo è Giocare, non Fregare. (Penso al piccolo Trapani che s’è disfatto nell’attesa di uomini veri e rischia di essere cancellato: doveva chiamare la Croce Rossa?). Ma anche la Juve sembra con il suo gesto protesa solo verso il 3-0 a tavolino, senza rendersi conto – o proprio per questo – che una sfida di calcio è ormai diventata una triste faida di popolo. Agnelli ha parlato e il suo rispetto delle regole non fa una piega. Se fosse…Babbo Natale proporrebbe di rigiocare la partita. Ma le regole glielo impedirebbero. In fondo, è la conferma che le regole, in questo Paese, valgono solo nel calcio.

Un pensiero di calcio, solo calcio, almeno uno, a questo punto mi viene spontaneo, è il seguito di un discorso cominciato tempo fa: il Milan sta crescendo con una continuità che gli merita anche la fortuna dei rigori dell’altra sera. È sereno, compatto, fin allegro, anche senza l’Ibradiddio: è una squadra. Cerchiamo da tempo alternative al potere juventino: è vero che l’Inter mostra una forza inedita ma i rossoneri possono rappresentare la sorpresa.

Il campionato della domenica continua, quello del sabato non è neanche entrato nel feroce confronto Juve-Napoli che chissà quando finirà: il Sassuolo ha bombardato il Crotone che ha solo contestato scelte arbitrali, com’è giusto; l’Udinese ha perduto la terza partita consecutiva, l’unico preoccupato è Gotta. Ora aspettiamo solo che scenda in campo il Tar (non specifico quale, ma c’è l’ho sulla punta della lingua). Non sollecito spensieratezza, anzi raccomando prudenza, un’attenzione vera e responsabile ai rischi del paventato Covid di ritorno. Ho aggiornato uno slogan di successo: “La cosa più importante, di questi tempi, non è vincere ma vivere”.

ITALO CUCCI