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È arrivato martedì come Uragano di Categoria 4 - con venti da oltre 240 km/h, a Bilwi, città della costa caraibica del Nicaragua. Eta, ora declassato a semplice depressione tropicale, continua la sua progressione in America centrale, lasciando dietro di sé più di 63 morti e migliaia di feriti, e venerdì si rafforzerà sul Mar dei Caraibi per minacciare Cuba, la Giamaica e la Florida.

Più di 50 persone sono morte nei villaggi indigeni nel Nord del Guatemala per le frane e gli smottamenti causati dalla tempesta, ha affermato ieri il presidente del Paese, Alejandro Giammattei. Le piogge torrenziali hanno colpito invece 338.563 persone in Honduras: 2.764 di queste sono state evacuate. Eta ha ucciso anche cinque persone a Panama, quattro in Honduras, due in Costa Rica, due in Nicaragua, e ora si teme la tragedia.

"Entro lunedì mattina, le forti piogge causate da Eta causeranno catastrofiche e pericolose inondazioni improvvise in parti dell’America centrale, oltre a smottamenti", ha avvertito l’Hurricane Monitoring Center (NHC) degli Stati Uniti.