Matteo Salvini (Depositphotos)

“In questo momento bisogna investire 20 miliardi non in mance, ma in sostegno vero a famiglie e imprese. Questa sarebbe una cosa di buon senso”. A parlare oggi in Senato è stato Matteo Salvini che con Alberto Bagnai ha illustrato la proposta della Lega per il taglio dell’Iva: “Questa è una nostra proposta al governo – ha detto il numero uno della Lega – per aiutare subito, non fra un anno, famiglie e imprese”. E poi ancora: “Un taglio delle tasse possibile adesso, senza aspettare l’Europa. Peraltro preannunciato mesi fa dallo stesso governo, aspettato dalle imprese, dai commercianti, dalle famiglie, con un costo che abbiamo stimato in 20 miliardi, che è la metà del taglio dell’Iva fatto in Germania”. Il Carroccio propone al posto del Decreto Ristori e Ristori bis una visione economica di medio-lungo periodo che possa aiutare nel concreto le categorie in difficoltà: “La nostra idea è una rimodulazione delle aliquote Iva – ha aggiunto il responsabile Economia della Lega Bagnai -. L’Italia ne ha 4, l’Ue consiglia di adottarne 2, noi proponiamo di abolire quelle 4-5% e ridurre le più alte a 8 e 20%, sulla base degli ultimi dati di gettito possiamo fare una stima che si lascerebbero nelle tasche degli italiani 20,2 miliardi di euro, una configurazione simile a Germania e Gran Bretagna, e un impatto sull’aliquota media da 15,6 a 13,4%”. Per Salvini il taglio dell'Iva sarebbe “una boccata d'ossigeno per famiglie, commercianti e imprenditori e ci allineeremmo a quello che fa l'Europa, visto che dicono sempre facciamo come l'Europa. Entriamo nelle case di tutti gli italiani, passiamo da 4 a 2 aliquote, abbassiamo quella su pane, latte, frutta e verdura, ma scenderebbero da 22 a 20 anche abbigliamento, calzature, bevande”. Inoltre scenderebbe all’8% l’aliquota su carne, pesce, zucchero, caffè, ma anche bollette e alberghi. L’altro abbassamento, quello dal 22% al 20%, riguarderebbe “tutto quello che si compra in negozio, portando una boccata di ossigeno per tutto il settore commerciale”: si tratterebbe dell’aliquota sull’acquisto di abbigliamento, calzature e bevande. Il segretario leghista aggiunge: “I primi quattro  beni di taglio sono l'abbigliamento, il mobile, le bollette della luce e del gas e le auto”.