Nel romanzo della vita di Diego Armando Maradona c'è una data spartiacque che ha segnato la seconda esistenza di colui che è stato il più grande calciatore di tutti i tempi: il 4 gennaio del 2000 a Punta del Este, in Uruguay, il Pibe de Oro fu sul punto di morire. Vent'anni prima di una storia che si è conclusa oggi sotto la commozione del mondo intero, quell'episodio di Punta del Este è stato un segnale inequivocabile dello scivolamento lento e costante che stava accompagnando la vita del fuoriclasse dopo il suo ritiro segnato dagli eccessi e dall'abuso di droga.

Maradona ricoverato a Punta del Este nel 2000

Maradona era venuto a trascorrere il capodanno in Uruguay e aveva frequentato anche il ristorante "La Stampa" di Punta del Este come riporta una vecchia cronaca di Repubblica con l'intervista al titolare Felice Ambrosio, un imprenditore della provincia di Napoli: "È stato qui senza la famiglia. Credo che moglie e figli siano rimaste in un albergo vicino, il Conrad: Maradona era con Coppola. Tutti e due molto allegri, hanno mangiato e perfino cantato. Lui, in particolare, s'è messo a cantare a squarciagola canzoni napoletane. Però l'ho visto maluccio, sì... non stava molto bene, si vedeva... Insomma, conosciamo tutti il suo problema".

Jorge Romero

Per raccontare cosa è successo quel giorno del 2000 partiamo da una telefonata ricevuta dal giovane dottor Jorge Romero come raccontata da lui stesso in un'intervista. "Dottore, non riusciamo a farlo svegliare", questa la richiesta disperata di aiuto. A parlare dall'altro capo del telefono è Guillermo Coppola, al tempo agente e amico dell'ex numero 10 napoletano. "Diego dorme da due giorni e non si sveglia". "Ma se dorme da due giorni non sta dormendo: è in coma" risponde prontamente un ragazzo di 28 anni, medico da poco più di un mese e al suo quarto giorno di lavoro al Policlinico La Barra. Romero esce velocemente con la valigetta, sale sulla macchina e percorre i 23 chilometri che lo portano in una villa di José Ignacio, rinomata località marittima che affaccia sulla costa atlantica. Appena arriva il dottore capisce che la situazione è grave e non c'è tempo da perdere per portare in un ospedale la stella argentina ormai caduta in disgrazia, in sovrappeso e con troppa cocaina in corpo: "Aveva una crisi ipertensiva e una aritmia ventricolare. Inoltre, smetteva di respirare per lassi di tempo di 5-6 secondi. Stava morendo anche se nessuno capiva realmente ciò che stava succedendo". Il manager Coppola però non ne vuole sapere di andare in ospedale, troppa attenzione mediatica se uscisse fuori una notizia del genere. "Maradona vive o muore con te" questo l'avvertimento ricevuto da Romero che riesce dopo una specie di trattativa a convincere l'agente di uscire subito e portare così Maradona alla clinica Cantergil di Punta del Este dove viene ricoverato e miracolosamente salvato. Il destino era già scritto, quel giorno era ancora troppo presto per andarsene.

Matteo Forciniti

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