Nicola Zingaretti (foto Depositphotos)

Il tema del Mes rischia davvero di mettere in crisi una maggioranza di governo, quella italiana, che altro non fa che litigare un po’ su tutto. Ma il fondo salva-Stati sembra davvero essere un muro invalicabile, con il premier Giuseppe Conte che, seguendo la linea dettata dal MoVimento 5 Stelle, continua a non volerlo. Una scelta, ricordiamolo, ideologica, che ai più sembra essere davvero senso, soprattutto in questo periodo dove questi soldi servirebbero come non mai in tema sanitario. All’interno della stessa galassia pentastellata c’è aria di crisi su questo argomento (ma anche altri temi tengono sempre sul chi va là il M5S). Oggi il leader Vito Crimi ha confermato un nuovo no ai 37 miliardi del Mes, affermando che se c’è bisogno di reperire altre risorse “siamo pronti a un nuovo scostamento di bilancio. Ma il governo non cadrà, troveremo una soluzione unitaria”. Ma Pd e Italia viva continuano a essere favorevole a questo fondo. Lo ha ripetuto proprio il leader dei dem Nicola Zingaretti: “Secondo me è più una battaglia ideologica che riguarda il passato, perché il Mes è una linea di credito molto vantaggiosa per finanziare la sanità pubblica italiana e per molti aspetti conviene prendere queste risorse. Il dibattito è aperto e credo non debba essere ideologico come in passato, ma deve guardare alle opportunità di ammodernamento del nostro Ssn”. Durissimo il numero uno di Iv Matteo Renzi: “Far decidere Beppe Grillo sul Mes è una barzelletta che non fa ridere. Se ci sono mille morti al giorno rifiutarsi di investire sulla sanità è incredibile, inspiegabile, inaccettabile”. E poi ancora: “Sul Mes non sono d’accordo con il ragionamento di Crimi, ma condivido le parole di Zingaretti. Cerchiamo di essere chiari, per finanziare le iniziative si vota lo scostamento, cioè si va a debito. Il tasso Btp dell’asta di fine novembre è stato 0,59%, il tasso Mes è negativo, -0,24%. Se prendiamo i soldi dal Mes e non dal finanziamento normale risparmiato 300 milioni all’anno, ovvero 3 miliardi sull’arco di 10 anni. Dire no a un risparmio del genere è allucinante”. Dello stesso parere anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: “Sono fiducioso che il passaggio in Parlamento verrà affrontato positivamente”, ha spiegato riferendosi alla giornata di mercoledì prossimo, aggiungendo che “un voto negativo sarebbe inconcepibile. Sarebbe incomprensibile che l’Italia esercitasse un veto mentre si batte contro i veti di altri Paese sul Recovery”. Ma diversi parlamentari pentastellati annunciano il no.