Matteo Renzi (foto Depositphotos)

La sensazione che si ha, all’interno della maggioranza, è che la mano sinistra non conosca cosa faccia quella sinistra. Basti pensare allo sfogo di Teresa Bellanova, la ministra dell’Agricoltura (di Italia viva) che nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano ‘Avvenire’ ha criticato duramente il premier italico, reo in pratica di tenere nascosti i progetti (sarebbero 60) legati all’utilizzo del Recovery fund di cui si parlerà domani nel corso del Consiglio dei ministri, convocato a sua insaputa e appreso dai giornali: “Leggo, come tutti, le interviste rilasciate dal presidente Conte. Al momento non so altro, se non che la qualità dell'azione di governo non si risolve con le dichiarazioni”. La Bellanova non sa di cosa si parlerà tra poche ore “e immagino non li sappia nessuno. Non so se altri ministri abbiano la mappa completa”. La ministra, comunque, ha lanciato un messaggio niente male a Conte: “Non voteremo nessun documento al buio: non possiamo votare a scatola chiusa né accettare che sia una maggioranza nella maggioranza. Se così fosse sarebbe la dissoluzione della coalizione.Vogliamo discutere del futuro del nostro paese per capire come e dove destinare i fondi del Recovery fund. Ospite poi di SkyTg24, la renziana chiede collaborazione all’interno dell’esecutivo: “Io non so come saranno scelti i progetti: so che alcuni ci hanno lavorato, i tecnici lo hanno fatto, ma ognuno per la propria amministrazione, ora bisogna fare una sintesi. Dovremo gestire 207 miliardi di euro, è un'opportunità per ricostruire l'Italia”. Critico sul modus operandi di Conte anche il segretario generale della Cgil Maurizio Landini: “Apprendo dai giornali che lunedì prossimo ci sarà una riunione del Consiglio dei ministri che deciderà sia la governance per la gestione degli investimenti, sia i progetti e che poi ci sarà un confronto con le parti sociali. Trovo sbagliato questo metodo già, purtroppo, utilizzato per la legge di Bilancio. Tra l'altro, non erano questi gli impegni presi dal governo con i sindacati ad ottobre”.