Filippo Inzaghi, allenatore del Benevento (Depositphotos)

 

di Mimmo Carratelli

Che stagione, la seconda in serie A, per il Benevento di Pippo Inzaghi, piazzato nella prima parte della classifica con 18 punti, tre meno della Lazio e otto punti sopra la zona a rischio retrocessione. Cinque vittorie, tre fuori casa come la Juventus e la Roma.​

 

Il 2020 proprio un anno giallorosso. I colori del governo, i colori della pandemia, i colori del Benevento.​

Bentornato in serie A in magnifica posizione alla quattordicesima giornata. Tutta un’altra storia della prima volta. Tre anni fa, 2017-18, una sequenza devastante di sconfitte all’avvio: 14 insuccessi su quattordici partite, appena sei gol. Marco Baroni in panchina nelle prime nove giornate, poi Roberto De Zerbi.​

 

PIU’ FORTE

Due i superstiti di quella annata di inesperienza: Letizia e Viola. Quindici i giallo-rossi reduci dalla cavalcata-promozione e sette i nuovi giocatori: Lapadula, Glik, Caprari, Iago Falqué, Dabo, Foulon, Ionita. Un potenziamento robusto.​

In serie B, una squadra implacabile segnando ripetutamente un solo gol in 13 partite (sette vittorie per 1-0, sei pareggi per 1-1) e sei gare senza segnare. Però 19 partite senza subire gol. Una formazione dominante con una differenza-reti finale di +40 e due soli rovesci, 0-4 a Pescara, 0-3 a Crotone. La prima “creatura” di Pippo Inzaghi promossa con 18 punti di vantaggio sulla seconda classificata (Crotone). Il piedistallo per tornare in serie A con una fisionomia ben definita.​

Col gioco, gli schemi e i movimenti affinati in serie B, fantastica è stata la solidità del gruppo capace di tirarsi fuori da quattro sconfitte consecutive fra ottobre e novembre (cocente lo 0-3 casalingo contro lo Spezia). È stata la prova del fuoco del ritorno in serie A.​

 

I DATI

Possesso-palla mai superiore all’avversario (42,4 di media). Baricentro basso con rapido dispiegamento offensivo, Benevento in grado di difendere con sette giocatori e attaccare con cinque. La condizione atletica essenziale per giocare in questo modo. Rilevante l’intensità di gioco. Anche nelle sconfitte pesanti (2-5 in casa contro l’Inter, 2-5 in trasferta contro la Roma), il Benevento non ha mai mollato, ha fatto la sua gara contro avversari più forti senza cedere completamente sul campo, stracciato nel punteggio non nella prestazione.​

Può darsi che proprio da questi due rovesci il Benevento abbia acquisito la consapevolezza di essere squadra capace di giocarsela contro chiunque (1-1 in rimonta contro Juventus e Lazio al “Vigorito”). Due sole gare sbagliate: poche fiammate contro lo Spezia, brutta esibizione a Parma per lo 0-0.​

Incoraggiante il debutto a Genova contro la Sampdoria, da 0-2 a 3-2, una rimontona firmata dai difensori, la doppietta di Caldirola, il gigante brianzolo, e il gol di Letizia. La difesa che va in gol a dimostrazione del gioco corale della squadra, tutti attaccanti, tutti difensori. Più di Sassuolo (una conferma) e Verona, la sorpresa di questo campionato è il Benevento per il gioco e per la classifica.​

 

CONFERMA

Proprio a Reggio Emilia, contro il Sassuolo, benché sconfitto (0-1) dal rigore fulmineo di Berardi (8’), il Benevento ha giocato una delle sue migliori partite spegnendo sul campo uno degli avversari più scintillanti. Fu una sconfitta ingiusta, la squadra sannita avrebbe meritato il pareggio e anche più.​

Contro la squadra di De Zerbi dall’accentuato possesso-palla (60%) e dal notevole potenziale offensivo il Benevento dominò letteralmente con una trentina di tiri, la traversa di Iago Falqué, un partitone di Consigli tra i pali emiliani e il gol del pareggio sfuggito a Lapadula già nel primo tempo.​

Il Benevento giocò con un baricentro molto alto (57,9), il dato più significativo della prestazione intensa e aggressiva, attaccando nel finale con un 4-2-4 a conferma della sicurezza e del coraggio della formazione sannita. Schiacciò il Sassuolo fino a rubargli la scena che vede solitamente gli emiliani farla da protagonisti.​

 

SOLIDITA’​

Pippo Inzaghi ha impresso alla squadra un gioco collaudato. Gli esterni di difesa attaccano mentre gli interni si abbassano. Gli attaccanti sono sempre in pressione sui difensori avversari. Pasquale Schiattarella di Mugnano, “il professore”, dirige l’orchestra. Gli esterni d’attacco rientrano e schizzano in profondità.​

A metà campo c’è gente di esperienza: il moldavo Ionita ex Verona e Cagliari, l’imponente Dabo del Burkina Faso, il finlandese Hetemaj, il puteolano Riccardo Improta con la cresta dei mohicani.​

In difesa svettano il polacco Glik (1,90) e Luca Caldirola (1,89). Il novarese Lorenzo Montipò (1,91), 24 anni, imbattuto in cinque gare, è uno dei portieri più interessanti del campionato: sensazionale con sei paratissime nella vittoria sul Bologna (1-0). Gara dominata dai felsinei, decisa da un gol di Lapadula dopo un’ora di gioco e di sofferenza del Benevento che chiudeva la gara col 3-5-2 a difesa del minimo vantaggio.​

 

BARICENTRO

Si diceva del baricentro basso del Benevento. La squadra è arretrata dopo i cinque gol presi contro l’Inter. Baricentro basso a Firenze (45,3) per l’1-0 siglato da Improta, contro la Juventus (41,6) e la Lazio (43,6) per i due fantastici pareggi in rimonta, a Udine (40,9) per il colpaccio del 2-0 firmato da Caprari e Letizia prima delle feste.​

Vale la pena ricordare la formazione del debutto vittorioso a Genova contro la Sampdoria col 4-3-2-1 di Inzaghi: Montipò; Letizia, Glik, Caldirola, Foulon (75’ Tuia); Ionita, Schiattarella, Dabo (59’ Improta); Roberto Insigne (81’ Hetemaj), Caprari (75’ Sau); Moncini (75’ Lapadula).​

Baricentro medio in quella occasione (50,6) contro la Samp più alta e avanti 2-0 in venti minuti (8’ Quagliarella, 18’ Colley). Una furia la rimonta sannita con il dilagante Letizia, napoletano d’assalto, a fissare la vittoria all’88’.​

Quattro giorni dopo, la batosta con l’Inter al “Vigorito”, poi l’1-0 al Bologna e il tunnel delle quattro sconfitte (2-5 a Roma, 1-2 interno col Napoli, 1-3 a Verona, 0-3 con lo Spezia in casa) che avrebbero schiantato una neo-promossa meno attrezzata del Benevento.​

 

LA RISCOSSA​

Sulla scia delle ultime sette partite (tre vittorie, tre pareggi e la sconfitta immeritata col Sassuolo) è maturata la riscossa del Benevento che non s’è “sciolto” dopo le quattro sconfitte consecutive. La squadra bene in piedi ha avuto carattere e gioco.​

Vale la pena ricordare anche la formazione che ha imposto il pareggio alla Juventus (senza Ronaldo), gol di Letizia a fine primo tempo dopo la rete di Morata al 21’: Montipò; Letizia, Glik, Caldirola (33’ Maggio, 60’ Insigne), Barba; Ionita (72’ Tello), Schiattarella, Hetemaj; Improta, Caprari (72’ Tuia); Lapadula (72’ Sau). Dalla panchina Pippo Inzaghi trae sostituzioni positive.​

Alla quattordicesima giornata, il Benevento ha conquistato cinque vittorie (Sampdoria, Bologna, Fiorentina, Genoa, Udinese), una in meno delle vittorie conseguite in tutto il primo campionato in serie A (1-0 Chievo, 3-2 Crotone, 1-0 Genoa, 3-2 Sampdoria, 3-0 Verona, 1-0 sul campo del Milan gol di Iemmello).​

 

LA “ROSA”​

Finora Pippo Inzaghi ha schierato 21 giocatori. Sempre in campo Montipò, Letizia, Lapadula, Glik, Ionita. L’età media della squadra è di 29,4 anni.​

Otto giocatori sono andati a segno nei 17 gol: 4 Caprari (contro Inter due gol, Roma, Udinese); 3 Lapadula (Bologna, Roma, Verona); 3 Letizia (Sampdoria, Juventus, Udinese); 2 Roberto Insigne (Napoli e Genoa); 2 Caldirola (Sampdoria doppietta); 1 Improta (Fiorentina); 1 Sau (Genoa, rigore); 1 Schiattarella (Lazio).​

Gol decisivi firmati da Letizia, il terzino arrembante che vale quattro punti, a Genova per il 3-2 alla Sampdoria e per l’1-1 contro la Juventus; Lapadula per l’1-0 contro il Bologna; Improta per l’1-0 a Firenze; Schiattarella per l’1-1 contro la Lazio.​

 

PERMANENZA

Confermando il trend delle prime quattordici giornate, il Benevento punta a una brillante permanenza in serie A. Negli ultimi dieci campionati, la quota-salvezza è variata dai 42 punti della stagione 2011-12 ai 34 delle stagioni 2013-14 e 2016-17. Negli ultimi campionati la salvezza è stata a quota 38 nel 2017-18 e 2018-19, a quota 39 nell’ultimo campionato. Il Benevento potrebbe toccare quota 40. È nelle sue possibilità.​

Il girone d’andata del Benevento si concluderà contro Milan (in casa), Cagliari (fuori), Atalanta (in casa), Crotone (fuori), Torino (in casa).​

Nella peggiore delle previsioni, la squadra sannita potrà conquistare una vittoria e due pareggi salendo a 23 punti. È possibile che ne conquisti 17 nel girone di ritorno per la permanenza in serie A.​

 

MILAN

La partitissima del 3 gennaio contro il Milan è ricca di suggestioni. Alla sua prima apparizione in serie A, il Benevento tolse 4 punti al Milan di Gattuso che concluse il campionato al sesto posto. Indimenticabile pareggio al “Vigorito”, vittoria a San Siro.​

All’andata, 3 dicembre 2017, partita giocata alle 12,30, un match rocambolesco a Benevento. De Zerbi aveva sostituito Baroni sulla panchina giallorossa. Fu una gara ad inseguimento. Il Milan in vantaggio con Bonaventura, ripreso dal gol di Puscas. Di nuovo Milan avanti con Kalinic, espulso il rossonero Romagnoli a un quarto d’ora dalla fine, arrembaggio sannita, corner al 95’ e pareggio acciuffato con un colpo di testa da Brignoli, il portiere bergamasco giunto dalla Juve in prestito, emulo di Rampulla e Taibi tra i portieri in gol su azione nel campionato italiano. Quel 2-2 fu lo storico primo punto conquistato dal Benevento in serie A.​

Ritorno a San Siro in notturna, 21 aprile 2018. Il Benevento, ultimo, con minime speranze di salvezza. C’erano Letizia e Viola nella formazione giallorossa.​

In porta il genovese Christian Puggioni, preso a gennaio. Iemmello andò a segno sul filo del fuorigioco, gol confermato dal Var, il pallone passò tra le gambe di Donnarumma. Kessie colpì una traversa, Puggioni fece parate strepitose.​

Il Benevento mantenne l’1-0 giocando in dieci nel finale per l’espulsione di Diabaté, gigantesco centravanti del Mali (1,98) che aveva preso il posto di Iemmello.