Angela Schirò (foto dalla sua pagina Facebook)
Egregio Direttore,
Le regole limitative imposte dalla pandemia, aggiunte alle note carenze di personale esistenti nei nostri consolati per il decennale blocco del turnover, hanno reso le nostre sedi all'estero ancor meno accessibili e reattive rispetto alla domanda di servizi dei nostri connazionali di quanto non fossero nel passato.
Il costante aumento degli iscritti AIRE, inoltre, che secondo i dati degli stessi consolati hanno ormai superato i sei milioni, e le sempre nuove funzioni attribuite ai terminali del MAECI all'estero, determinano un'obiettiva tensione nell'accessibilità ai consolati e nei tempi delle risposte date ai cittadini dalla pubblica amministrazione.
La situazione sta peggiorando e non si può far finta di niente o limitarsi ad aspettare che passi la nottata del Covid 19. Pur sapendo che siamo ancora attraversando il guado della pandemia, è necessario porsi oggi il problema di una risposta organica e incisiva alla situazione che si sta determinando.
In parole povere, quando un cittadino per ottenere una risposta in merito a una pratica di cittadinanza deve aspettare anche dieci anni e per ottenere un appuntamento con i funzionari di un consolato può aspettare anche due anni, in buona sostanza significa che i diritti del cittadino di fronte alla pubblica amministrazione rischiano di esistere solo sulla carta, ma di essere elusi nei fatti.
Per questo, in occasione del passaggio alla Camera a fine anno della legge di bilancio, ho presentato un ordine del giorno, sostenuto anche dai colleghi Quartapelle, La Marca e Carè, nel quale ho chiesto al Governo di iniziare a delineare un percorso di transizione dall'attuale condizione di limitazione dei servizi a una situazione di normale agibilità, non appena le condizioni della crisi pandemica lo consentiranno. Un passo indispensabile da compiere nel quadro di un progetto di sviluppo e modernizzazione dei servizi ai cittadini italiani all'estero fondato su un adeguato bilanciamento delle risorse umane e dei sistemi di digitalizzazione dei processi e dei servizi, in vista di una più celere e soddisfacente risposta alla domanda che si manifesta dalla comunità italiana nel mondo. Naturalmente – questa è stata la riformulazione richiesta in sede di approvazione – assicurando al MAECI adeguate risorse umane e finanziarie.
Il Governo ha accolto il mio ordine del giorno che può essere, dunque, una base di partenza per il ritorno a una situazione di maggiore agibilità dei nostri consolati e un utile richiamo alle sollecitazioni che nella stessa direzione provengono dagli organismi di rappresentanza degli italiani all'estero.

 

Angela Schirò
Deputata PD - Rip. Europa -
Camera dei Deputati

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