Giuseppe Conte (foto: depositphotos)

Mezzogiorno di fuoco per il premier Conte: oggi alle 12 scatta l'ora della sfida in Aula per il presidente del Consiglio, a cacca di voti "responsabili" in grado di salvarne l'avventura di governo dopo il clamoroso "abbandono" di Matteo Renzi che appare, di ora in ora, sempre più distante. Ma che si tratti di "sfida possibile" lo dicono i numeri. Nonostante infatti ancora ieri il leader dem Nicola Zingaretti abbia fatto appello alle "forze democratiche, liberali e europeiste per salvare il Paese", la cosiddetta soglia di sicurezza, soprattutto al Senato, sembra garantire, anche grazie alla dichiarata astensione di Italia viva, una maggioranza relativa capace sì di tenere in piedi l'esecutivo giallorosso ma non certo a risolverne definitivamente i problemi.

IV, FIBRILLAZIONI ALLA CAMERA
Come detto, Giuseppe Conte si presenterà alle 12 a Montecitorio e poi, domani mattina, martedì, al Senato, per rilanciare la sua azione di governo. Tuttavia, se alla Camera il partito di Renzi sembra mostrare piccole crepe - dopo Vito De Filippo anche Michela Rostan ha dichiarato che voterà la fiducia - a Palazzo Madama, almeno per ora, la compagine renziana sembra mantenersi compatta. Tutto questo mentre l'Udc si è tirato fuori, manifestando l'intenzione di votare no alla fiducia.

VERSO LA MAGGIORANZA RELATIVA?
In soldoni: un gruppo di "responsabili" o, per chiamarli come li ha etichettati il Capo dello Stato Sergio Mattarella, di "costruttori" in grado di garantire una maggioranza assoluta al Senato, dove si giocherà la vera partita, non sembra essersi ancora realmente e pienamente palesato. Prima accennavamo ai numeri: ebbene i numeri certi in Senato, a quanto emerge anche dopo un vertice di maggioranza con il ministro D'Incà e i capigruppo, parlano di 151 senatori favorevoli a Conte rispetto ai 161 che sarebbero necessari per blindare il governo. Ecco perché proprio l'astensione dichiarata dalla pattuglia di Iv, potrebbe tornare utile all'esecutivo, per blindare quantomeno la maggioranza relativa e proseguire così l'azione di governo. Sarebbe, certo, la classica toppa sul buco. Ma almeno per ora, Conte e quanti ancora lo appoggiano (Pd, M5S e Leu) potrebbe tirare un sospiro di sollievo.

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